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L’ad blocker di Chrome l’8 luglio diventerà globale

Il filtro, concepito con l’idea di invitare gli editori ad adottare gli standard di pubblicità non intrusiva della Coalition for Better Ads, dalla prossima settimana sarà attivo in tutto il mondo

di Alessandra La Rosa
04 luglio 2019
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Si avvicina la data in cui il filtro anti-pubblicità intrusiva di Chrome entrerà in vigore a livello globale.

Annunciato inizialmente alla fine del 2017, l'”ad blocker” di Google è stato concepito con l’idea di invitare gli editori ad adottare gli standard di pubblicità non intrusiva stabiliti dalla Coalition for Better Ads. Avviato a febbraio 2018 in Europa e negli Stati Uniti, dall’8 luglio la sua portata verrà estesa a tutto il mondo.

Considerato che Chrome ha attualmente una quota di mercato del 64% a livello mondo tra i browser, la novità potrebbe avere un significativo impatto sul mercato pubblicitario digitale. La gran parte dei siti europei e nordamericani ha passato il test dei Better Ad Standards, e l’ad blocker in queste regioni ha avuto una minima influenza su utenti e ricavi pubblicitari dei publisher. Tuttavia, la cosa potrebbe essere diversa in altre parti del mondo come l’Asia, in cui l’utilizzo degli ad blocker è particolarmente alto, e dunque i formati potrebbero essere mediamente più “invasivi” di quelli dei mercati in cui la funzione è già attiva.

Come funziona l’ad blocker di Chrome

Testando l’opinione di oltre 25 mila utenti su 55 formati pubblicitari desktop e 49 annunci mobile, la Coalition For Better Ads ha identificato 12 formati (quattro per desktop e otto per mobile) che ricadono al di sotto della “soglia di accettabilità” dei consumatori. Eccoli nello schema di seguito.

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Chrome scansionerà la pagine web visualizzate sul browser per verificare la conformità degli annunci e, a quel punto, i siti che erogano ripetutamente annunci intrusivi avranno un “periodo di grazia” di trenta giorni per adeguare i formati e richiedere un’ulteriore revisione, dopodiché il browser cesserà di mostrare le creatività.

Le campagne rimarranno bloccate fino a che il sito incriminato non supererà un’ulteriore, successiva revisione. Nel frattempo, gli utenti vedranno sui loro schermi un messaggio che spiegherà loro che gli annunci sono stati bloccati, e offrirà loro la possibilità di disabilitare il blocco.

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