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La società proprietaria di Adblock Plus debutta nel Programmatic

Nuovo esperimento ad tech per Eyeo: Acceptable Ads Exchange consentirà alle aziende di raggiungere gli utenti che usano i filtri anti adv ma possono vedere gli annunci dell’Acceptable Ads Program

di Alessandra La Rosa
12 settembre 2018
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Dall’ad blocker al Programmatic. Eyeo, società tedesca proprietaria del ben noto filtro anti adv Adblock Plus (ABP) e creatrice del programma di whitelisting Acceptable Ads, ha annunciato il lancio di una piattaforma per l’acquisto di pubblicità in programmatic: una soluzione grazie alla quale sarà possibile raggiungere chi utilizza gli ad blocker.

Si chiama Acceptable Ads Exchange (AAX) e secondo quanto riporta AdExchanger, è stata in fase di alpha test per svariati mesi, durante i quali hanno potuto sperimentarla tre DSP, due europee e una americana, e alcuni editori globali. Secondo quanto rivelato dal CEO di Eyeo Till Faida, il network arriva già a coprire 40 dei 100 siti americani più trafficati, e il 20% dei principali 10 mila siti a livello mondiale.

La piattaforma consentirà alle aziende di raggiungere gli utenti che utilizzano i filtri anti adv Adblock Plus, AdBlock o Crystal, e che hanno optato per la visualizzazione dei soli annunci appartenenti all’Acceptable Ads Program. Secondo Faida, solo il 6-7% di chi usa Adblock Plus ha escluso ogni tipo di annuncio pubblicitario, inclusi quelli del programma. Acceptable Ads Exchange tratterrà il 20% della spesa effettuata sulla piattaforma.

Per eyeo non si tratta del primo esperimento in ambito programmatico. La stessa società proprietaria di Adblock Plus aveva annunciato esattamente due anni fa il lancio di un progetto simile, Acceptable Ads Platform. Si trattava di una sorta di SSP – realizzata in collaborazione con la piattaforma di vendita ComboTag – all’interno della quale gli editori potevano rendere disponibile la loro inventory qualora rispettasse i criteri di “acceptable ads” della società.

All’epoca il progetto aveva sollevato svariate polemiche intorno al suo business model, e alla fine non era andato in porto, anche per mancanza di partner. Il lancio infatti prevedeva il coinvolgimento di due partner di ComboTag, AppNexus e Google, come DSP di riferimento, ma le due società si tirarono immediatamente indietro, sostenendo di non avere nulla a che fare col progetto.

Adesso però secondo eyeo le cose sono diverse, e la società ha una buona base di utenti che non odia la pubblicità online tout court, ma comprende le dinamiche di sostentamento dell’editoria digitale ed accetta alcuni annunci. E dunque proporre dei filtri anti pubblicità da un lato e vendere inserzioni dall’altro non è più un paradosso. «Alcune persone odiano tutti gli annunci online, e non vogliamo certo convincerli ad approvare gli Acceptable Ads, ma abbiamo una base utenti che comprende le economie della rete e desidera un compromesso – ha dichiarato Faida -. Questo è uno dei motivi per cui mi auguro che stavolta questo nostro approccio non venga più considerato controverso».

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