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La DSP Yahoo Ad Manager Plus compie un anno e genera più del 50% delle revenue display della company

Al centro delle buone performance della piattaforma proprietaria della società di Sunnyvale ci sono i dati: proprietari, degli advertiser clienti e di terze parti. Davide Corcione: «Dalla combinazione delle tre fonti, creiamo segmenti di audience unici»

di Teresa Nappi
09 giugno 2015
Yahoo-Ad-Manager-Plus

All’inizio di quest’anno il CEO di Yahoo Marissa Mayer aveva indicato in Mobile, Video, Native adv e Social le maggiori aree di crescita della company di Sunnyvale. Accorpate in un’espressione ormai diventata distintiva quando si parla di Yahoo, MaVeNS, hanno fatto registrare alla società, nel complesso e a livello globale, ricavi pari a 363 milioni di dollari nel Q1 del 2015, pari a circa il 35% del totale revenue registrato da Yahoo (1,04 miliardi di dollari).

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Davide Corcione

Ma non solo Mobile, Video, Native, Social. Yahoo è decisa a riprendersi con decisione il proprio posto tra i Big del web anche grazie alla tecnologia: «Abbiamo lavorato tutto questo tempo in prospettiva, avendo intuito con un certo anticipo dove il mercato stava puntando – ha spiegato in un press briefing svoltosi a Milano Davide Corcione, Head of Agency di Yahoo -. Ora, non solo siamo decisi a posizionarci con forza come mobile first company, ma abbiamo le carte giuste per vincere in diversi settori». Settori tra cui – come già anticipato a Engage da Lorenzo Montagna, amministratore delegato di Yahoo Italia, in occasione della celebrazione dei 20 anni della company – c’è anche il Programmatic, grazie al quale Yahoo intende anche gestire le aree chiave di cui sopra.

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Daniele Maccarrona

Ma qual è il posizionamento di Yahoo rispetto al Programmatic Buying? Lo ha spiegato insieme a Corcione, Daniele Maccarrona, Head of Programmatic & Audience Advertising Yahoo Italia: «All’interno dell’ecosistema Programmatic Buying, siamo presenti con la piattaforma operativa su scala globale Yahoo Ad Manager Plus, lanciata negli Stati Uniti un anno fa e operativa in EMEA da settembre 2014. La piattaforma è a tutti gli effetti una DSP (Demand Side Platform, ndr) e ci permette di fare buying in modalità programmatica. Grazie all’integrazione con tutte le SSP e gli Ad exchange, consente ai brand di pianificare advertising su Yahoo, ma anche su tutta l’inventory disponibile in modalità programmatica sul mercato locale e internazionale, in Real-time Bidding, moltiplicando le opportunità di raggiungere i consumatori in target».

Valore aggiunto, sottolinea ancora Maccarrona, è la capacità di Yahoo Ad Manager Plus di lavorare efficacemente indipendentemente dal formato della campagna (rich media, video e display) e dal device utilizzato dall’utente (pc mobile e tablet). Insomma, permette pianificazioni cross-device di qualsiasi tipo di campagna, presentandosi come piattaforma unica capace di interfacciarsi con un’ampia fetta dell’inventory disponibile online.

«Grazie alla nostra consolidata esperienza nel mercato dell’advertising, ai continui investimenti nello sviluppo di tecnologia, in importanti acquisizioni (come quella di Flurry e di Brightroll, ndr) e alla forza dei nostri dati, ad oggi Yahoo Ad Manager Plus sta generando più del 50% delle nostre revenue display, confermando la nostra capacità di innovare e innovarci continuando ad essere player di riferimento del settore», ha aggiunto ancora Corcione.

Al centro di Yahoo Ad Manager Plus, c’è il dato: «La sua unicità – spiega ancora il manager – sta proprio nella completezza dei dati che utilizza. Yahoo Ad Manager Plus include infatti una DMP, Data Management Platform, proprietaria che integra i dati di Yahoo – 1 miliardo di utenti unici complessivi, di cui 18 milioni in Italia – con quelli di terze parti e degli advertiser. Un vantaggio competitivo significativo perché la combinazione delle tre fonti di dati consente di creare dei segmenti di audience unici e distintivi». Il dato diventa l’aspetto cruciale, che precisa Corcione: «Yahoo non vende. E’ nella nostra DMP e lo proteggiamo gelosamente perché sappiamo che è su questo terreno che si giocherà il futuro di tutte le società del mondo internet».

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Tornando a Yahoo Ad Manager Plus, Maccarrona poi precisa: «Mettiamo a disposizione questa piattaforma a clienti o centri media in due modalità: Managed, nel senso che in clienti sono seguiti da un account manager e vengono aiutati a gestire le campagne sul nostro network; o in Self Service, cioè gestito direttamente dal cliente. Questa modalità è per ora attiva solo per gli advertiser (anche in Italia da circa un mese, ndr), ma è previsto a breve il roll-out della piattaforma in modalità self service per i centri media».

Yahoo è presente nell’ecosistema programmatic anche con lo Yahoo Ad Exchange, piattaforma attraverso la quale la company, in questo caso nelle vesti di publisher, mette a disposizione la propria inventory per l’acquisto da parte dei trading desk che scelgono di non servirsi dell’Ad Manager Plus, ma di utilizzare DSP terze.

In conclusione, Maccarrona specifica un dato interessante relativo al transato gestito attraverso l’Ad Exchange di Yahoo: «In Italia lo scorso anno solo il 20% dell’adv transata in Programmatic è stata gestita in Private Market Place. Il restante 80% è inquadrabile nella sfera dell’Open Market. Noi nel 2014 avevamo il 75% del transato gestito in PMP, e mettevamo a disposizione degli investitori i nostri dati. Quest’anno arriveremo a circa l’80% del transato in PMP. Questo significa che il nostro dato conta e che ha valore anche per gli inserzionisti, che scelgono si non sparare nel mucchio, riprova dell’efficacia delle nostre soluzioni di Audience Targeting».

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