Main partner:

Formati mobile interstitial o classici banner: chi vince?

Uno studio di Light Reaction e Spark Experience ha analizzato, con metodi e strumenti neuroscientifici, il comportamento degli utenti nell’osservazione dei due tipi di soluzioni pubblicitarie. Ecco i risultati

di Alessandra La Rosa
06 luglio 2016
mobile-vertical-video

I formati interstitial sono sicuramente viewable. Ma sono davvero più performanti dei classici banner su mobile?

Una recente ricerca neuroscientifica di Light Reaction e Spark Experience ha rivelato di no. Secondo i risultati dello studio, infatti, entrambi i formati non hanno granché effetto su chi guarda lo schermo di uno smartphone.

La ricerca si è basata sull’osservazione di 30 adulti e del loro comportamento di fronte alla pubblicità display su mobile, misurato attraverso eye tracking, scanner biometrici, facial tracker, encefalografi e altri strumenti tipici degli esperimenti di neuroscienze, capaci di misurare attenzione ed emozioni.

Il risultato? Il tempo speso guardando banner adv è stato minore di 200 millisecondi per visualizzazione, mentre quello impiegato per guardare un annuncio interstitial è stato lievemente maggiore degli 800 millisecondi. Valori alquanto “insignificanti” secondo Paolo Gaudiano, analista di Light Reaction, la cui opinione è riportata in un articolo di Adweek.

Insomma, a quanto pare il pubblico sembra abbastanza bravo ad evitare la pubblicità su mobile. Ma c’è dell’altro: lo studio ha rivelato anche che la maggior parte del tempo speso a guardare l’annuncio, in realtà, è impiegato a cercare il tasto “X” della sua chiusura.

Un comportamento che va ben oltre l’effettiva viewability dell’annuncio. Anche se i formati interstitial sono tecnicamente visibili all’interno del campo visuale, infatti, «ancora più chiaramente potrebbero benissimo non esserci – ha commentato Gaudiano -. Si possono notare gli occhi dell’utente che scansionano il contenuto e leggono e leggono, mentre gradualmente e lentamente scorrono la pagina. E poi, appena incontrano la sommità dell’annuncio, boom! subito vanno oltre e continuano a leggere così come se la pubblicità non ci fosse».

Se gli annunci interstitial registrano migliori performance sull’attenzione visuale, sono tuttavia il formato che, più dei normali banner, causa al pubblico un senso di frustrazione: lo studio infatti ha rilevato un maggior numero di emozioni negative negli utenti che visualizzavano formati pop-up full-screen, al contrario dei normali banner, per i quali sono state registrate emozioni più positive.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter

Le più lette