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L’indipendenza del mondo ad tech è al tramonto?

I player indipendenti sono sempre meno, ma il mercato oggi ne ha bisogno più che mai. Ne parliamo nella nostra rassegna, insieme a una nomina di SpotX e alle sfide che attendono il nuovo CEO di WPP

di Alessandra La Rosa
03 settembre 2018
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Oggi nella nostra rassegna parliamo di player indipendenti e di due nomine in SpotX e WPP.

L’indipendenza del mondo ad tech è al tramonto?

L’indipendenza del mondo ad tech è al tramonto, ora che uno dei suoi principali nomi – AppNexus – è stato acquisito dal gigante telco AT&T? Secondo il CEO di ExchangeWire, no. Il manager ha fiducia nel fatto che i player indipendenti dell’advertising tecnologico – secondo lui, il 20% del totale – sopravviveranno e, anzi, prospereranno. Questo perché il mercato ha bisogno di operatori indipendenti oggi più che mai. Sono nove i campi che potranno offrire delle interessanti opportunità a questi player: dai grandi editori all’OOH, dai broadcaster al mondo delle app, senza tralasciare il tema dell’attribuzione, in cui strumenti imparziali sono sempre più richiesti. Leggi di più su ExchangeWire.

SpotX nomina Edward Wale Managing Director UK e Spagna

Nuova nomina internazionale per SpotX. La società ha promosso Edward Wale al ruolo di Managing Director Uk e Spagna. Con più di 8 anni di esperienza in campo pubblicitario maturata tra Brightroll e Videology, Wale si è unito al team SpotX nel 2016 come Director of Platform Services in UK e Sud Europa. Nel nuovo ruolo, si pccuperà di coordinare le squadre al lavoro con i clienti lato domanda e offerta della società in UK, Spagna e nei mercati emergenti dell’Europa Centrale e Orientale. Leggi di più su The Drum.

Mark Read nuovo CEO di WPP. Quali sfide lo aspettano?

E’ arrivata oggi l’ufficializzazione della nomina di Mark Read a nuovo CEO di WPP. Una notizia con cui la holding pubblicitaria dà definitivamente il via alla sua era post-Sorrell. Ma quali saranno le sfide che il nuovo manager si troverà ad affrontare? Dall’esigenza di una ristrutturazione ragionata intorno ai principali brand del gruppo, alla costruzione di un nuovo modello d’agenzia che sia meno dipendente dai budget media dei clienti, alla necessità di prestare maggiore attenzione ai pericoli derivanti dal mondo della consulenza e dal duopolio, sono tante le imprese che Read si trova davanti, in un momento non tra i più positivi per l’azienda. Leggi di più su Digiday.

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