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Index Exchange, aste più efficienti e trasparenti grazie a una serie di novità per brand ed editori

La società ha annunciato il lancio di alcune nuove funzioni, tra cui strumenti di verifica e soluzioni per ottimizzare e velocizzare i processi di compravendita pubblicitaria

di Alessandra La Rosa
10 settembre 2019
index-exchange

Index Exchange ha annunciato il lancio di alcune novità sul suo marketplace, volte a migliorare trasparenza ed efficienza dei processi di compravendita pubblicitaria.

Le novità includono strumenti di verifica sia lato domanda che lato vendita, insieme a nuove funzioni applicate ai processi d’asta volte ad evitare che i brand spendano eccessivamente. A queste si aggiunge la recente adozione, da parte della società, di due standard di IAB che consentono ai brand di verificare l’autenticità dei venditori (o rivenditori) con cui lavorano, sellers.json e SupplyChain object.

Index Exchange metterà adesso a disposizione di tutti i suoi clienti una finestra di informazioni a livello di impression sui processi d’asta, attraverso il suo strumento proprietario e gratuito CAL (Client Audit Log Service). In questo modo, sarà possibile effettuare delle verifiche sulle transazioni, e inserzionisti, editori i fornitori di dati potranno avere accesso a un’ulteriore fonte di informazioni per realizzare insight più personalizzati o sofisticati progetti di data science.

La società ha anche annunciato il lancio di un sistema di gestione intelligente delle query al secondo (QPS). Si tratta in particolare di due soluzioni: la prima è un nuovo sistema di limiti dei QPS, per percentuale o valore fisso di traffico, in modo che le DSP possano visualizzare un flusso di QPS coerente da Index Exchange per meglio gestire i picchi. La seconda è un filtro di traffico grazie al quale è possibile ottimizzare l’inventory mandata alle DSP riducendo le richieste d’offerta che storicamente non risultano efficienti per gli inserzionisti, e invece aprendo la strada a spazi che più plausibilmente possono essere monetizzati utilizzando le capacità delle piattaforme d’acquisto.

Un’altra novità è Bid Translation, un servizio che aiuta DSP e inserzionisti a passare a un ambiente con aste al 100% first-price, riducendo la possibilità di fare offerte eccessivamente alte. Il sistema si basa su parametri come la competitività dell’asta e il livello dei prezzi storicamente vincitori, da cui è possibile trarre una stima del valore di una impression su cui poi è possibile “aggiustare” la propria offerta.

Per ridurre ulteriormente i costi di trasferimento di dati richiesti all’interno dell’asta, la società ha inoltre implementato la “compressione delle offerte“, per ridurre le dimensioni delle richieste d’asta del 30-40%; ed ha infine effettuato miglioramenti nel codice d’asta per aumentare la velocità di almeno il 10%, consentendo così ai buyer di avere più tempo per effettuare offerte sulle impression.

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