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Index Exchange arriva in Italia e punta ad ampliare il team

L’ad exchange ha aperto una sede a Milano e conta di allargare presto il team locale, come ci spiega l’Executive Vice President International James Prudhomme. La società sarà ospite al Programmatic Day

di Alessandra La Rosa
03 aprile 2019
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James Prudhomme

Nel mercato italiano arriva un nuovo marketplace pubblicitario, neutrale e indipendente. Si tratta della società canadese Index Exchange.

Creata nel 2003 come Casale Media, da qualche mese l’azienda ha aperto una sede a Milano, e ha scelto il Programmatic Day per presentarsi al mercato italiano. Abbiamo chiesto a James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, di raccontarci il posizionamento della società e l’evoluzione della sua offerta all’interno del mercato programmatico.

Come si posiziona Index Exchange all’interno del mercato programmatico?

«Index Exchange è un marketplace pubblicitario presente in tutto il mondo in cui i principali publisher digitali vendono la loro inventory in tempo reale. Grazie a core value di neutralità e apertura e alle tecnologie più affidabili, Index Exchange concentra interamente la propria attenzione sui publisher e su come metterli in contatto con una domanda di qualità su vastissima scala. Index Exchange si identifica unicamente come ad exchange, e come tale garantisce affidabilità, neutralità e attenzione per la tecnologia. Il nostro interesse infatti è incentrato sullo sviluppo della tecnologia e degli strumenti atti a migliorare il marketplace e l’ecosistema del programmatic, tanto per i publisher quanto per i marketer e i consumatori».

Quali prodotti e soluzioni offrite sul mercato italiano?

«La nostra soluzione di punta è l’Header Tag Wrapper, un prodotto di header bidding per tutti i publisher. Massimizza i proventi pubblicitari dei publisher aumentando la domanda in tempo reale sull’ad server e porta l’inventory in un framework d’asta unificato, aperto e trasparente. Il Wrapper opera con una latenza incredibilmente bassa, è facile da implementare e consente di controllare totalmente tutte le configurazioni. Abbiamo ideato il Wrapper pensando ai nostri clienti publisher. Supporta un’ampia gamma di casi d’uso e offre controllo e trasparenza sull’ad stack. Inoltre, i publisher possono usufruire di Exchange Bidding, una soluzione ideata per fare offerte contemporaneamente nel nostro ad exchange e nell’ad exchange di Google, creando così altre opportunità di massimizzazione dei profitti».

Da quanto tempo Index Exchange è presente sul mercato italiano?

«Siamo in continua espansione a livello internazionale, e nel mese di dicembre 2018 abbiamo aperto una sede a Milano, con il primo employee Giovina Di Tonno, director business development responsabile buy side. Nel 2019 prevediamo di portare a cinque i componenti del team. Nell’ambito del programmatic advertising, l’Italia è un mercato maturo per la crescita, ma vogliamo essere certi di conoscere e comprendere a fondo gli aspetti culturali di tutte le aree geografiche in cui facciamo il nostro ingresso, oltre a rafforzare la nostra conoscenza del livello di maturità dei singoli mercati. Questo è anche uno dei motivi per cui abbiamo deciso di partecipare al Programmatic Day, dove terremo lo speech introduttivo».

Come evolverà la vostra offerta nel 2019? State lavorando a nuovi prodotti?

«Facciamo parte dell’Advertising ID Consortium e al momento la nostra attenzione è rivolta principalmente a ciò che definiamo “identity”. Una parte significativa delle transazioni di budget oggi passa attraverso pubblici personalizzati: gli inserzionisti caricano i propri elenchi utenti sulle piattaforme chiuse, da cui poi raggiungono i consumatori tramite gli annunci pubblicitari. Tuttavia, tali risorse di budget non raggiungono mai l’open web, per cui i publisher non ne beneficiano in alcun modo e i buyer sono limitati nello scalare le loro campagne.

Il nostro concetto di “identity” ha come obiettivo di eliminare questo squilibrio insito nel settore grazie a soluzioni standardizzate in grado di sbloccare il people-based advertising per il web aperto in tempo reale. Abbiamo scommesso molto sull’identity, e intendiamo proseguire su questa strada: molti dei nostri prodotti, infatti, sono concepiti per risolvere le sfide proprie del nostro settore attraverso meccanismi di marketing people-based e cookie-based».

A vostro avviso, come si sta evolvendo nell’anno in corso il mercato del Programmatic Advertising? Quali saranno le tendenze principali?

«Il futuro del settore del programmatic advertising dipende dalla capacità di tutti i componenti dell’ecosistema di riunirsi e operare insieme al fine di sbloccare la spesa pubblicitaria chiusa all’interno dei walled garden. Quest’anno, acquirenti, venditori e partner tecnologici indipendenti, in egual misura, devono improntare la propria strategia sul concetto di identity, la sola arma di cui disponiamo per livellare il campo di gioco del settore».

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