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Il programmatic ridefinisce le opportunità dei brand sul mobile

Tra i protagonisti del Programmatic Day, Ilaria Zampori, general manager di Quantcast Italia, ci spiega i benefici del programmatic nella pubblicità mobile, a partire dalle possibilità di segmentazione degli utenti

Ilaria Zampori, Quantcast
27 aprile 2016
ilaria-zampori-quantcast

Sugli smartphone la ricerca, in particolare la ricerca di acquisti, è una delle principali attività compiute dai consumatori soprattutto nel cosiddetto “me-time”, ossia il tempo che ognuno dedica a se stesso, ai propri interessi e alle proprie passioni. Momenti spesso fugaci e brevi, come quei 5 minuti alla fermata dell’autobus o in fila al supermercato, in cui si leggono le ultime email, si da uno sguardo alla bacheca di Facebook e magari si cerca il volo per la prossima vacanza. Momenti però spesso interrotti in cui l’acquisto o la conversione non vengono conclusi.

I dati europei dell’indagine “Mobile&Me”, presentata da Quantcast e condotta da Censuswide su circa 4.300 consumatori tra Inghilterra, Francia, Germania e Italia con un’età superiore ai 16 anni possessori di cellulari, evidenziano tuttavia come il mobile sia oggi il più grande alleato nel mondo dello shopping. Il 41% degli intervistati ha dichiarato, infatti, di acquistare da mobile, effettuando in media 5 ricerche al giorno. Tra le categorie più digitate spiccano abbigliamento (56%), tecnologia (54%), cosmesi (45%), vacanze (44%) e biglietti per spettacoli (42%).

Un’enorme potenzialità del mobile apparentemente in contrasto con i dati americani che mostrano un forte divario tra il crescente tempo speso su mobile e gli scarsi investimenti dei brand quantificato in $25B. La domanda quindi sorge spontanea: “Perché non si “sfruttano” al meglio le opportunità offerte dal mobile?”. Da una parte abbiamo l’errata ma radicata associazione di smartphone con app, anche se in realtà il mondo del mobile racchiude molto altro, dall’altra invece assistiamo alla tipica resistenza al cambiamento che ostacola la scoperta e la conoscenza di ciò che è nuovo. Per questo dobbiamo aiutare gli investitori a comprendere le reali opportunità del mobile per creare campagne pubblicitarie migliori ed efficaci.

Ecco allora svelate le due parole chiave del successo nel mobile advertising: rilevanza e creatività. Due fattori imprescindibili che permettono di realizzare annunci pubblicitari capaci di influenzare all’acquisto circa l’80% dei millennial. Per questo diventa indispensabile soprattutto nel campo del mobile conoscere il più possibile l’utente che riceverà il messaggio e sapere in real time i suoi interessi e attività. Quantcast oggi accede in tempo reale ai dati di 4 miliardi di device su base mensile, di cui 2 sono solo mobile. Un valore aggiunto che associato al programmatic consente agli inserzionisti di creare miliardi di segmenti di una persona per garantire sempre più rilevanza al consumatore.

Quantcast ha dichiarato di aver applicato il metodo a migliaia di campagne su desktop, smartphone e tablet per tutti i settori merceologici, constatando che con l’aggiunta del mobile al media mix il CPA complessivo delle campagne diminuisce del 20%. Questo a dimostrazione del fatto che il mobile influenza il percorso del consumatore nella parte alta del funnel anche quando la conversione avviene altrove.

Tutto questo è poi ancor più importante e significativo nel caso dei millennial che sono più difficilmente raggiungibili attraverso altri canali.

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