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Sul Guardian debutta una piattaforma per il targeting programmatico dell’audience

L’editore del quotidiano britannico lancia uno strumento che consente di acquistare spazi pubblicitari in maniera più intelligente: offrirà segmenti di audience predefiniti o su misura per il singolo inserzionista

di Alessandra La Rosa
04 ottobre 2016
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Erogare campagne più intelligenti ed efficaci. Con questo obiettivo Guardian News & Media, editore del Guardian, ha lanciato una nuova piattaforma per il targeting dell’audience.

Si chiama Guardian Programmatic Audiences, e comprende due opzioni complementari: audience predefinite o avanzate. La prima offre un targeting basato su informazioni demografiche, interessi o altri segmenti di pubblico. La seconda, invece, utilizza la data science per individuare categorie di audience “tagliate” su specifici inserzionisti.

Le aziende potranno usare questi dati di campagna in campagna attraverso il Guardian e i suoi partner qualificati, fa sapere l’editore in una nota ufficiale. Le informazioni sugli utenti sono anonime e aggregate, in linea con le norme sulla privacy.

Lo strumento è stato creato insieme all’agenzia iProspect, ed ha tra i suoi primi utilizzatori il servizio ferroviario Eurostar.

L’editore del Guardian non è noto ad attività spiccatamente votate al Programmatic: pochi mesi fa era stato lanciato Pulse, un prodotto in grado di individuare gli argomenti emergenti all’interno della testata, permettendo agli inserzionisti di raggiungere gli utenti più coinvolti (qui l’articolo dedicato).

Da marzo dell’anno scorso, il Guardian fa parte di Pangaea Alliance, una coalizione di editori (raccontiamo in dettaglio il progetto in questo articolo) che hanno messo insieme le loro inventory a disposizione delle aziende che vogliono pianificare in modalità automatizzata. L’acquisto degli spazi avviene attraverso la piattaforma di Rubicon Project.

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