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The Guardian arricchisce l’offerta Programmatic: arriva Pulse, per attivare campagne in tempo reale

Il prodotto sarà in grado di individuare gli argomenti emergenti all’interno della testata, permettendo agli inserzionisti di raggiungere gli utenti più coinvolti con questi articoli. L’editore britannico continua a puntare sul fronte della pubblicità digitale per sopperire alle perdite registrate sul cartaceo

di Cosimo Vestito
26 luglio 2016
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Guardian News and Media mette a disposizione degli inserzionisti un nuovo strumenti per l’acquisto automatizzato di spazi pubblicitari.

L’editore permetterà alle aziende di raggiungere in scala gli utenti con i più alti tassi di engagement identificando i contenuti popolari sul sito e offrendo la possibilità di inviare loro creatività mirate, tutto questo attraverso Pulse, la sua nuova soluzione programmatica di The Guardian. La soluzione identifica le storie emergenti utilizzando gli strumenti di analytics in tempo reale della testata, dopodiché sovrappone i segmenti di pubblico per permettere agli inserzionisti di raggiungere una audience in linea con il proprio marchio.

Contestualmente, le aziende potranno anche fare targeting sui verticali dell’editore, come le sezioni viaggi, finanza, vita e stile, per massimizzare l’impatto della propria comunicazione. È la prima volta che Guardian News e Media permette di attivare campagne in tempo reale sugli argomenti di tendenza, permettendo loro di raggiungere il pubblico maggiormente coinvolto con una istantaneità simile a quella dei social network.

In un’intervista a The Drum, Fabien Papini, Head of Programmatic Sales del gruppo mediale, ha rivelato che gli inserzionisti possono fare le loro offerte sulle impressioni pubblicitarie sia tramite private marketplace sia attraverso la piattaforma di Rubicon Project, con cui è stato in passato stretto un accordo.

Guardian Pulse è l’ultima di una serie di novità annunciate quest’anno dall’editore britannico; segue, infatti, il lancio di nuove unità pubblicitarie native in giugno e una revisione del business digitale e diretto dichiarata il mese scorso. Un altro tentativo, da parte dell’editore britannico, di potenziare la sua offerta digitale al fine di recuperare le perdite accusate nella raccolta a mezzo stampa.

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