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Gruppo L’Espresso: il digital corre, trainato dal programmatic

La pubblicità automatizzata tra i principali driver di crescita della pubblicità digitale per il gruppo, insieme a mobile e performance. La società chiude il primo trimestre del 2016 con utili in calo e ricavi a -3,5%

di Andrea Di Domenico
21 aprile 2016
Carlo_De_Benedetti

Il Gruppo L’Espresso arriverà alla fusione con Itedi, l’editore de La Stampa, prevista per il primo trimestre 2017, in regola con i limiti antitrust previsti per l’editoria. A dirlo è Carlo De Benedetti, il presidente del gruppo editoriale romano, a margine dell’assemblea della società che si è svolta a Roma.

“Ridurremo la nostra quota, che oggi è pari al 23%, entro la fine dell’anno”, ha risposto De Benedetti ai giornalisti che gli hanno chiesto come il gruppo avrebbe affrontato l’eccesso di tiratura che renderebbe impossibile la fusione. L’Antitrust prevede che un gruppo non possa avere una quota di mercato superiore al 20% delle tirature e, nel caso di una fusione, il limite deve essere raggiunto nell’anno precedente. La fusione dei due gruppi dovrebbe essere portata a termine entro il 31 marzo 2017.

Gruppo L’Espresso ha intanto chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 6,1 milioni, in calo rispetto ai 12 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Dato, quest’ultimo, che includeva 6,3 milioni di plusvalenze per la vendita, a fine gennaio 2015, del canale DeejayTV a Discovery Italia.

I ricavi del periodo sono ammontati a 140,8 milioni con un decremento del 3,5% rispetto al primo trimestre del 2015. La flessione è però in attenuazione rispetto ai risultati registrati negli esercizi precedenti. I ricavi da diffusione sono stati pari a 57,9 milioni e sono scesi del 5,3% (61,2 milioni). I ricavi pubblicitari sono invece diminuiti del 2,5%, con la raccolta su internet che è cresciuta del 7,9%, grazie al sostenuto sviluppo della pubblicità su mobile e sulle nuove piattaforme di programmatic e performance.

La raccolta su radio è cresciuta del 2,4%, confermando il trend positivo già riscontrato nel precedente esercizio. Infine, la stampa ha registrato una flessione del 7,8%, riflettendo l’andamento generale del mercato dei quotidiani e quello significativamente negativo dei periodici newsmagazine.

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