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Google valuta future limitazioni al tracking pubblicitario su Chrome

Secondo indiscrezioni di AdWeek, all’interno di Big G si starebbe discutendo su un aggiornamento delle policy per la privacy dei dati, che potrebbe portare ad attuare sul browser mosse simili a quelle già intraprese da Safari e Firefox

di Alessandra La Rosa
25 marzo 2019
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In risposta ai crescenti timori dell’opinione pubblica in tema di privacy dei dati, Google starebbe valutando alcuni cambiamenti nei propri strumenti per i consumatori e per i brand. Secondo AdWeek, che riporta l’indiscrezione, si tratterebbe di modifiche che potenzialmente potrebbero avere importanti implicazioni alla lunga nel modo in cui le property online vengono monetizzate.

Secondo la testata americana, in questi ultimi mesi sarebbero stati creati una serie di gruppi di lavoro all’interno della società, incaricati di esplorare possibili evoluzioni del browser Chrome e della Google Marketing Platform. In particolare, alcune di queste squadre si starebbero preoccupando di rispondere alle preoccupazioni degli utenti sul tema della privacy dei dati personali, cresciute esponenzialmente dopo lo scandalo di Cambridge Analytica dello scorso anno.

Le discussioni starebbero tenendo conto anche delle recenti mosse di vari browser su questo tema, con Apple, Mozilla e Brave che hanno recentemente avviato delle limitazioni al tracciamento pubblicitario da parte di operatori terzi. Sembrerebbe che all’interno di Google si stia diffondendo l’intenzione di attuare simili mosse anche su Chrome.

Nessuna decisione sarebbe ancora stata presa, ma fonti vicine ai fatti hanno rivelato che è molto probabile che gli attuali dibattiti a Mountain View porteranno ad importanti cambiamenti in Chrome, con conseguenti effetti sul modo in cui i fornitori ad tech operano all’interno del browser (considerando che il browser di Google ha una quota di mercato del 63%).

Ancora è tutto a livello di discussioni interne, ma sono già iniziate le speculazioni sul genere di limitazioni che saranno proposte: alcuni pensano che qualche novità potrebbe arrivare a fine anno, altri si spingono a ipotizzare che gli aggiornamenti delle policy potrebbero essere tanto drastici quanto l’Intelligent Tracking Prevention di Safari.

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