Main partner:

Google dismetterà i cookie di terze parti su Chrome entro due anni

In questo lasso di tempo, Big G punta a individuare un nuovo set di standard per il tracciamento degli utenti. Che potrebbe essere la sua API Privacy Sandbox

di Alessandra La Rosa
14 gennaio 2020
google2

È ufficiale: Google dismetterà i cookie di terze parti su Chrome entro due anni. Lo ha comunicato Big G con un blog post firmato da Justin Schuh, director of Chrome engineering.

Entro questo lasso di tempo, Google si augura di individuare, con l’aiuto di editori, società pubblicitarie e altri fornitori di browser, un nuovo set di standard per il tracciamento degli utenti, aperto e più orientato alla privacy. Che potrebbe essere Privacy Sandbox, una API di Google lanciata ad agosto e volta ad aumentare la protezione della privacy dell’utente senza stravolgere le logiche del programmatic che contribuiscono ai ricavi degli editori.

Privacy Sandbox consente di effettuare il tracciamento degli utenti all’interno del browser senza la condivisione di dati individuali sugli utenti. In questi mesi è stato sottoposto al vaglio della industry, e adesso, sulla base dei commenti degli operatori, Google è “fiduciosa che con continui aggiornamenti e feedback, meccanismi aperti e amici della privacy come Privacy Sandbox possano essere le basi per un internet in salute e supportato da pubblicità, in un modo che renderà i cookie di terze parti obsoleti”.

Una volta appurato che questi nuovi approcci riescano a rispondere alle esigenze di tutti – aziende, editori e utenti – e messe a punto le soluzioni più idonee “contiamo di eliminare progressivamente il supporto ai cookie terzi su Chrome. La nostra intenzione è di farlo entro due anni”.

Google, in particolare, conta di iniziare il collaudo della nuova soluzione entro la fine di quest’anno, prima mettendo a punto la parte di misurazione delle conversioni, e poi quella della personalizzazione (due tra i principali attuali usi dei cookie).

Sul blog post, la società ha inoltre ricordato come un blocco tout-court dei cookie terzi non è auspicabile senza aver prima individuato una valida alternativa a quello che questi strumenti consentono di fare. Il risultato infatti, che già in alcuni casi si sta riscontrando, è l’adozione di pratiche alternative come il fingerprinting, che Google definisce un “espediente invasivo per rimpiazzare i cookie”. Già altri browser, come Safari di Apple e Firefox di Mozilla, si sono mossi per bloccare l’uso di cookie esterni per tracking e misurazioni.

Come fa notare AdExchanger, il blocco dei cookie terzi avrà effetti diretti sul funzionamento delle soluzioni di acquisto di Google sul mercato aperto. Google Display Network, ad esempio, sfrutta i cookie terzi per erogare annunci in base al comportamento di navigazione dell’utente, ed evidentemente dovrà presto passare alla API Privacy Sandbox. La novità non dovrebbe comunque avere effetto su gran parte della pubblicità erogata su Google.com e YouTube, su cui invece vengono utilizzati cookie proprietari. A differenza dei cookie proprietari, che vengono rilasciati dal sito che un utente visita, i cookie terzi sono rilasciati da domini diversi (tra cui le piattaforme pubblicitarie).

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter

Ti chiediamo il consenso per il trattamento dei dati personali diretto all’invio di newsletter editoriali, o altre informazioni di carattere informativo e promozionale riguardanti Programmatic Italia e Società Partner, in conformità con la nostra Privacy Policy.

Acconsento
Non acconsento

Ricevi anche la newsletter di Engage.it

Cliccando su Iscriviti, riceverai da Programmatic Italia una nostra newsletter bisettimanale e qualche mail promozionale ogni tanto. Potrai cambiare le tue impostazioni quando vuoi e non cederemo mai a terzi i tuoi dati.

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial