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Google “ripulisce” AdWords: via i profili inattivi

Nella nostra rassegna di oggi anche le novità di Nielsen e Fox sulla pubblicità televisiva

di Alessandra La Rosa
08 marzo 2018
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Tv ma non solo nella nostra rassegna di oggi: le novità di Google AdWords, Nielsen e Fox.

Google “ripulisce” AdWords: via i profili inattivi

Google ha deciso di fare un po’ di “pulizia” tra gli account AdWords aperti dalle aziende. La società ha annunciato infatti che il 26 marzo comincerà a cancellare i profili che sono stati che sono stati inattivi per 15 mesi. Già oggi, se un account non è stato utilizzato per acquistare pubblicità per 15 mesi, sarà disattivato e cancellato. L’obiettivo è quello di rendere il sistema AdWords più veloce, e aiutare gli inserzionisti a stare al di sotto di un certo numero di profili aperti. Leggi di più su MediaPost.

Da Nielsen un nuovo strumento di targeting per la TV

Nielsen lancia uno strumento di forecasting per migliorare il targeting della pubblicità su TV lineare. Attraverso la soluzione sarà possibile creare nuovi segmenti di pubblico sulla base di una combinazione di caratteristiche, come transazioni in-store e online (ad esempio se l’utente acquista in centri commerciali) e aspetti psicografici (se possiede animali). Grazie al tool, broadcaster e inserzionisti avranno modo di prevedere in maniera più accurata e diretta quali spazi sono ideali per un preciso target. Leggi di più su Variety.

Meno spot (ma più di qualità) sui canali televisivi Fox

In una fase in cui sempre più persone si spostano dalla tv tradizionale sostenuta dalla pubblicità alle piattaforme di streaming ad-free come Netflix, gli stessi modelli pubblicitari della tv cambiano. Il direttore vendite di Fox Networks Group Joe Marchese ha dichiarato l’intenzione di portare l’ingombro della pubblicità sui suoi canali a due minuti ogni ora di contenuti entro il 2020. L’anno scorso la media andava tra i 13 e i 16 minuti. Meno spot, ma più costosi. Il cambiamento andrà di pari passo con un nuova metrica alla base della vendita degli spazi, legata al tempo speso sul contenuto invece che al numero di visualizzazioni. Leggi di più sul Wall Street Journal.

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