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Tutte le mosse di Google per adeguarsi alla GDPR

Dalle nuove politiche sul consenso degli utenti all’ultimo aggiornamento della piattaforma DoubleClick, ecco quali sono le principali misure adottate dalla società per trovarsi preparata alla fatidica data del 25 maggio

di Cosimo Vestito
09 maggio 2018
google

Mancano meno di venti giorni al 25 maggio, quando diverrà l’attivazione della General Data Protection Regulation Law (GDPR). E tutti gli operatori della filiera, di qualsiasi dimensione, si stanno preparando a quella che si configura forse come una delle date più temute dall’industria digitale.

Persino il colosso della pubblicità online Google sta adottando una serie di misure per adeguarsi alle nuove norme e garantire una maggiore sicurezza dei dati personali degli utenti. Questo perché la GDPR tutela i cittadini e residenti dell’Unione Europea anche se le aziende che raccolgono e trattano determinate informazioni hanno sede al di fuori dell’area.

A marzo, Big G aveva comunicato con una lettera ai suoi partner come sarebbe cambiata la gestione dell’utilizzo dei dati per chi fa uso delle sue piattaforme per la pubblicità. Innanzitutto, è stata aggiornata la “user consent policy” europea per renderla conforme alle nuove condizioni legali. Ogni sito o app che utilizza soluzioni pubblicitarie di Google dovrà necessariamente ottenere il consenso valido dell’utente finale per usare cookie, raccogliere dati o condividerli per erogare campagne mirate.

È stato inoltre introdotto Funding Choices, che consente ottenere il consenso per il tracciamento degli utenti da parte degli editori. Lo strumento attiva la visualizzazione, da parte dei naviganti, che visitano un sito, una notifica pop-up con la richiesta di poter utilizzare i loro dati a fini pubblicitari e una ben visibile risposta “sì” o “no”. Esso permette la condivisione del consenso raccolto a soli dodici partner ad-tech, inclusa Google, tra SSP, exchange, ad server, DSP, DMP, tag di tracciamento o misurazione, plug-in e fornitori di dati di terza parte.

La società ha anche lanciato una serie di soluzioni per facilitare la conformità dei suoi partner alla nuova normativa europea. Tra questi, una che aiuterà gli editori a mostrare annunci non-customizzati a quelle persone che hanno fatto opt-out della raccolta dati; dei controlli per AdMob, DFP, AdX e AdSense che consentiranno ad inserzionisti ed editori di gestire le società terze abilitate ad erogare e misurare annunci in Europa; uno strumento per il mantenimento e la cancellazione dei dati su Google Analytics; e delle soluzioni per limitare il trattamento delle informazioni personali dei minori.

Gli aggiornamenti dell’ecosistema digitale e tecnologico di Google riguardano anche YouTube. La piattaforma video cesserà di supportare l’erogazione di pubblicità da server di terze parti in Europa a partire dal 21 maggio. Lo stesso giorno, sarà effettiva anche la politica riguardante l’interruzione del supporto per il tracciamento dei pixel di terza parte, annunciata a gennaio dello scorso anno.

L’ultimo provvedimento in ordine di tempo interessa la piattaforma DoubleClick, che non consentirà più l’utilizzo degli ID a chi usa il suo servizio di trasferimento dati. Lo strumento funzionerà ancora, ma i suoi dati non saranno esportabili all’esterno.

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