Main partner:

Google porta l’header bidding sulla sua offerta in-app

Big G ha annunciato di stare testando la soluzione Open Bidding sul suo ad network mobile AdMob. Sostituirà il tradizionale sistema a cascata

di Alessandra La Rosa
15 marzo 2018
google-amp-mobile

L’header bidding arriverà presto sull’offerta in-app di Google. A pochi mesi da un analogo annuncio da parte di MoPub, Big G ha infatti annunciato di stare testando Open Bidding, un modello di asta unificata sul suo ad network mobile AdMob, che sostituirà il tradizionale sistema a cascata.

Questo significa che, invece di utilizzare un sistema di mediazioni che mette in ordine i vari ad network sulla base dello storico dei loro CPM, grazie a Open Bidding verranno effettuate diverse richieste simultanee in tempo reale all’interno di un’asta unica. A vincere sarà chi ha fatto l’offerta più alta – non chi l’ha fatta in passato, come succedeva col precedente modello – con conseguenti benefici economici per le app che ospiteranno la pubblicità.

Un’altra differenza è la necessità, adesso, di un minor numero di Software Development Kit per l’implementazione degli annunci (necessari in quanto le app sono sprovviste di header), mentre prima ne erano richiesti molti di più, con un conseguente rallentamento dell’erogazione della campagna e delle performance generali dell’app.

Su un blog post ufficiale Google spiega che Open Bidding è già attiva su alcune piattaforme come Smaato, Index Exchange e OpenX e che altri network verranno aggiunti nei prossimi mesi, tra cui AdColony e Vungle. Il progetto è attualmente in fase di beta test.

L’utilizzo di Open Bidding è gratuito, anche se è previsto un piccolo revenue share che la piattaforma preleverà dal ricavato della vendita pubblicitaria.

Nella stessa occasione, Google ha annunciato altri progetti per l’ambiente in-app, disponibili a partire dai prossimi mesi. Si tratta degli annunci video su Google Play; di nuove soluzioni pubblicitarie su AdMob, giocabili e provviste di varie opzioni tra cui la possibilità per l’utente di scegliere quale pubblicità guardare all’interno di un carosello di video; e delle audience lookalike per consentire agli sviluppatori di trovare utenti prospect con interessi simili agli attuali consumatori.

Il programmatic nella tua e-mail. Ricevi gratuitamente la nostra newsletter

Le più lette