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Google, dal 31 luglio per gli annunci display sarà obbligatorio il tracciamento parallelo

Entro fine mese, le aziende che usano parametri di tracciamento esterni per misurare le campagne dovranno effettuare il passaggio al cosiddetto “parallel tracking”. Ecco di che si tratta

di Alessandra La Rosa
19 luglio 2019
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Si avvicina la data in cui Google renderà il tracciamento parallelo la modalità di default per tracciare attraverso società esterne le performance degli annunci Display. A partire dal 31 luglio, le aziende che utilizzano parametri di tracciamento esterni, dovranno necessariamente effettuare il passaggio al cosiddetto “parallel tracking”.

“Il tracciamento parallelo diventerà obbligatorio per tutte le campagne Display a partire dal 31 luglio 2019 – scrive Google nella pagina di assistenza -. Se lavorate con un fornitore di misurazioni di click, contattatelo e assicuratevi di essere pronti per questo cambiamento. Questo dovrebbe assicurarvi che non ci siano problemi col vostro sistema di misurazioni”.

Il metodo, già di default per la valutazione delle performance degli annunci Google Search e Shopping Ads, sarà più avanti reso disponibile anche per le campagne Video di Google.

Cos’è il tracciamento parallelo e come funziona

Ma cos’è e come funziona il tracciamento parallelo? Si tratta di una modalità di tracciamento dei click su un annuncio, che di fatto, invece di reindirizzare l’utente che clicca su una campagna su un’URL di tracciamento di Google prima di portarlo sul sito dell’inserzionista, separa il tracciamento pubblicitario dalla user experience, avviando il meccanismo in background al click dell’utente.

Quindi, col tracciamento parallelo, una volta che l’utente clicca su un annuncio, verrà trasferito direttamente alla pagina di destinazione, mentre, separatamente e in background, viene caricato il click tracker di Google Ads e l’URL di monitoraggio.

Senza il monitoraggio parallelo, l’utente invece passa attraverso uno o più reindirizzamenti prima di raggiungere la pagina di destinazione. Con la conseguenza di impiegare più tempo a raggiungere la pagina dell’inserzionista.

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