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Google aumenta il risarcimento per chi ha acquistato inventory fraudolente su DoubleClick

Grazie all’impegno dei partner di vendita della DSP Bid Manager, il rimborso diventerà presto più cospicuo. La mossa è parte di una serie di iniziative di Big G per una maggiore trasparenza nella compravendita di pubblicità

di Alessandra La Rosa
22 settembre 2017
google

Un completo risarcimento della spesa per le aziende che hanno acquistato inventory fraudolente attraverso DoubleClick Bid Manager. E’ quello su cui sta lavorando Google, come parte di una serie di iniziative volte a garantire una maggiore trasparenza agli utilizzatori della sua DSP.

Qualche settimana fa, il Wall Street Journal aveva riportato la notizia che Google avrebbe rimborsato chi tramite DoubleClick aveva acquistato pubblicità su siti con traffico fraudolento o non valido (leggi qui l’articolo), ma avrebbe ridato indietro solamente il costo della propria fee, che normalmente varia tra il 7 e il 10% della spesa effettuata per l’inventory.

Adesso invece pare che si stia andando verso un rimborso più cospicuo, grazie all’intervento di altri attori della lunga filiera del Programmatic. Secondo quanto ha rivelato la società in un blog post ufficiale, Big G infatti starebbe lavorando con i propri partner di vendita per implementare un risarcimento automatico in caso di traffico non valido. Tra questi, AppNexus, Index Exchange, OpenX, Teads, Telaria e DoubleClick Ad Exchange avrebbero già dato la loro disponibilità a rimborsare i buyer per le inventory identificate come non valide fino a 30 giorni dopo l’iniziale pagamento.

“Questi impegni, insieme ad altri, coprono oltre il 90% dell’inventory disponibile su DoubleClick Bid Manager. A breve, identificheremo in Bid Manager queli partner di vendita forniscono un rimborso per il traffico invalido e offriremo agli inserzionisti la possibilità di acquistare solo da queste fonti”, ha precisato Google nel blog post. La novità dovrebbe diventare effettiva nel corso dei prossimi mesi.

Google fornirà inoltre agli utilizzatori della DSP più dettagli sulle impression fraudolente individuate e filtrate, sia in fase prebid che post-serve.

La società non ha mancato di sottolineare, nel blog post, l’importanza dello strumento Ads.txt, di cui già in passato si era fatta promotrice. Ads.txt, ideato da IAB Tech Lab, è un indice preformattato di venditori autorizzati che gli editori possono attaccare ai loro domini consentendo agli advertiser di riconoscere chi è ufficialmente preposto alla vendita delle loro inventory. Uno strumento nato per dare più sicurezza a chi acquista pubblicità online, ma il cui utilizzo da parte degli editori è ancora limitato.

Google ha fatto sapere che, entro la fine ottobre, DoubleClick Bid Manager acquisterà inventory solo dalle fonti indicate come venditori autorizzati sul file Ads.txt di un editore, se quel file è disponibile.

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