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GDPR, solo il 5% degli utenti in Europa rifiuta il consenso alla raccolta dei dati. Lo studio Teads

Il 63% del traffico degli editori passa attraverso una CMP. Con il report, la società inaugura un barometro settimanale per raccontare lo stato di allineamento dei publisher al General Data Protection Regulation

di Rosa Guerrieri
13 novembre 2018
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Pierre Chappaz

Solo il 5% degli utenti di Internet di tutta Europa rifiuta l’utilizzo dei cookie per ricevere pubblicità personalizzate. E’ quanto rivela un nuovo report settimanale di Teads, creato per raccontare lo stato di allineamento dei publisher europei alle nuove direttive del General Data Protection Regulation (GDPR). Un barometro che fa riferimento agli editori che lavorano sulla piattaforma e che riflette i due terzi dei 300 editori mondiali della classifica di comScore.

Secondo il report, il 50% degli utenti di Internet di tutta Europa ha accettato o rifiutato il consenso all’utilizzo dei cookie con l’obiettivo di generare advertising targettizzato, e ben il 95% di questi utenti ha espresso il proprio consenso alla raccolta dei dati, contro un significativamente basso 5% che, invece, lo ha rifiutato.

Un dato, quest’ultimo, di particolare interesse se si considerano i tanti timori suscitati nella industry sul tema privacy dall’entrata in vigore del GDPR. La percentuale di rifiuto del consenso varia, ovviamente, da Paese a Paese, con un tasso di poco più alto in Inghilterra (7%) ed è, invece, più bassa in Francia (4%), Paesi Bassi (3%), Spagna e Italia (2%). I dati riguardanti la situazione in Germania non sono disponibili poiché la maggior parte dei publisher tedeschi non risponde alla normativa sul consenso dell’utente ma fa ricorso al cosiddetto “legittimo interesse” per erogare pubblicità personalizzate.

L’adozione delle CMP

Secondo i dati del report, inoltre, attualmente il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che permette agli utenti di esprimere la propria preferenza e agli editori di adeguarsi alla normativa in vigore. La Spagna guida il processo di adozione della CMP con un tasso di implementazione dell’82,83%, i Paesi Bassi si posizionano subito dopo con un 82,82%, mentre Francia e UK registrano rispettivamente il 71,08% e il 67,93% di presenza.

“I dati – spiega Teads in una nota – rappresentano la percentuale di adozione delle CMP all’interno della piattaforma Teads che vanta una reach superiore all’85% raggiungendo oltre 1,2 miliardi di utenti unici  nei principali mercati Europei. Proprio per questo motivo, i dati riflettono in maniera altamente significativa lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa”. La società, intanto, è al lavoro per guidare i publisher europei che ancora non hanno provveduto all’implementazione della Consent Management Platform nel processo di allineamento alla nuova legge.

«L’adozione diffusa del Consent Management Framework di IAB da parte dell’industry ha permesso di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR in tempi record. Il nostro lavoro è da tempo focalizzato ad indirizzare gli editori verso l’implementazione delle piattaforme di gestione del consenso per procedere ancora più velocemente verso questa direzione», commenta Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads.

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