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Il GDPR influenzerà la spesa in programmatic? Gli spender sono incerti

Tra gli inserzionisti non sembra esserci ancora un’opinione condivisa su eventuali conseguenze a lungo termine del nuovo regolamento sull’uso dei dati

di Andrea Di Domenico
05 giugno 2018
Dati-Europa-DMP

Il regolamento generale per la protezione dei dati dell’Unione europea (GDPR) è entrato in vigore, con effetti tangibili sin da subito sul mercato del programmatic. Ma tra gli inserzionisti non sembra esserci ancora un’opinione condivisa su eventuali conseguenze a lungo termine sulle strategie pubblicitarie.

Il GDPR afferma in sostanza che i dati di un utente possono essere utilizzati (anche a fini pubblicitari) solo dietro esplicita autorizzazione dell’interessato. Circa una settimana prima del 25 maggio, data di entrata in vigore del regolamento, Vibrant Media ha intervistato 32 senior ad buyer britannici, scoprendo che le opinioni circa le conseguenze della norma sul loro lavoro erano del tutto divergenti.

In particolare, sull’ipotesi che il GDPR possa portare a una riduzione della spesa in programmatic, un numero uguale di intervistati – il 42% – si è trovato d’accordo e in disaccordo, con il 16% che non ha manifestato alcuna opinione in merito.

emarketer-gdpr

Secondo emarketer, che rilancia la ricerca, questi risultati indicano che tra gli spender non c’è molta chiarezza riguardo agli effettivi meccanismi della normativa… nonostante le sanzioni salate e l’effettiva preoccupazione.

Quest’ultima traspare, secondo emarketer, dal fatto che la normativa viene abbondantemente citata dalle aziende nelle earning call legate alle dichiarazioni finanziarie e di bilancio. CB Insights ha analizzato più di 6.000 trascrizioni di earning call di aziende in tutto il mondo e ha scoperto che il numero di volte che il GDPR è stato menzionato è aumentato da 7 nel primo trimestre 2017 a 177 nel Q1 2018. Facebook – che dopo il caso Cambridge Analytica è più sotto i riflettori che mai sul fronte della privacy – ha menzionato il GDPR ben 18 volte durante la sua ultima earning call, contro nessuna in occasione della prima trimestrale 2017.

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