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GDPR, Google parteciperà al Transparency and Consent Framework di IAB

Una decisione particolarmente attesa dal mercato, e che arriva nell’imminenza dell’entrata in vigore del regolamento europeo, attesa per domani 25 maggio

di Alessandra La Rosa
24 maggio 2018
google

Alla vigilia della definitiva entrata in vigore della GDPR, Google ha annunciato la sua partecipazione al Transparency and Consent Framework di IAB Europe, la piattaforma lanciata dall’associazione per creare uno standard per la raccolta e la condivisione del consenso sul trattamento dei dati all’interno della filiera pubblicitaria.

«Vogliamo assolutamente essere parte del framework di IAB. Contiamo di registrarci», ha dichiarato Scott Spencer, Google’s director of product management, alla testata AdExchanger che per prima ha riportato la notizia.

La decisione di Google arriva, come si diceva, nell’imminenza dell’entrata in vigore del regolamento europeo, attesa per domani 25 maggio. Un ritardo dovuto, secondo quanto riporta il sito MarTech Today, al fatto che Big G stia ancora rivedendo il funzionamento e le caratteristiche del framework, aperto ai commenti pubblici da parte di IAB a marzo.

Ritardo giustificato o meno, il fatto che Google si sia mossa “all’ultimo minuto” non sta comunque facendo molto piacere al mercato, che già aveva criticato in altre circostanze le strategie messe in campo da Mountain View in vista della GDPR. Dal lancio della piattaforma di raccolta dei consensi Funding Choices – che di fatto limitava gli editori all’utilizzo di soli 12 ad tech partner – alle limitazioni imposte agli inserzionisti nell’utilizzo dei DoubleClick ID – con conseguenze sulle misurazioni delle campagne multipiattaforma – tra gli operatori della industry si è diffusa l’opinione che Google volesse sfruttare la necessaria conformità alla GDPR a proprio vantaggio, per invogliare brand ed editori ad utilizzare le proprie soluzioni adv.

Nella partecipazione di Google al framework di IAB restano tuttavia ancora delle incognite: ad esempio, se Big G integrerà nella piattaforma la sua DSP DoubleClick Bid Manager ma non DoubleClick for Publishers (DFP), o se parteciperà solo come vendor o piuttosto incorporerà Funding Choices come piattaforma per la gestione dei consensi registrata. Resta poi da capire quando, ufficialmente, si icriverà al progetto.

In ogni caso, la sua decisione di entrare a far parte del progetto era particolarmente attesa da aziende ed editori, che speravano da tempo in una sua mossa di questo tipo. Le piattaforme pubblicitarie di Big G infatti sono molto utilizzate dagli operatori lato domanda e lato offerta della filiera digitale, e la possibilità di condividere con esse il consenso raccolto su altre piattaforme significa facilitare molto il lavoro di messa a norma dei player alla GDPR, comportando anche un minor sovraccarico di richieste di autorizzazione nei confronti degli utenti, che potrebbe risultare disturbante per questi ultimi.

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