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GDPR: ancora poca consapevolezza tra gli utenti italiani. I risultati di uno studio Ogury

A un anno dall’entrata in vigore del regolamento europeo, nel nostro Paese il 66% dei consumatori non sa come vengono usati i propri dati. Francesca Lerario: «Le aziende devono fare education»

di Rosa Guerrieri
29 maggio 2019
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Francesca Lerario

A un anno dall’entrata in vigore del GDPR, gli utenti italiani comprendono appieno come i loro dati vengano raccolti, archiviati e utilizzati? Secondo uno studio di Ogury, non proprio.

L’azienda tech specializzata in Mobile Journey Marketing ha condotto una ricerca su oltre 280 mila utenti mobile (di cui quasi 23.488 in Italia), per analizzare i loro comportamenti quando si parla di dati, privacy, advertising e marketing, ed ha scoperto che la comprensione su come le aziende utilizzano i dati degli utenti non è migliorata dopo l’entrata in vigore della GDPR per il 59% degli italiani. Allo stesso modo, è ancora poca la conoscenza della GDPR stessa: un sorprendente 37% a livello globale dichiara di non sapere nemmeno cosa sia la GDPR e se in Europa la percentuale cresce al 39%, in Italia si attesta al 34%.

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Solo l’8% degli utenti a livello globale riconosce che l’introduzione della GDPR ha reso più chiaro il modo in cui le aziende usano i loro dati, e in Italia il 66% dei consumatori non ha consapevolezza di come vengono utilizzati i propri dati, anche dopo aver letto il modulo di consenso e l’informativa sulla privacy.

«Le aziende non hanno preso sufficientemente sul serio la GDPR – spiega Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia -. Si tratta di numeri scoraggianti per chi si occupa di legislazione e regolamentazione, per chi sperava in un livello più alto di comprensione di una legge fatta per proteggere i consumatori. Anche i marketer dovrebbero rendersi conto che la conoscenza sul tema è ancora poca. Le aziende devono capire pienamente l’importanza della GDPR e a loro volta educare i consumatori sull’importanza della condivisione di dati, un tema che diventerà sempre più importante a livello globale. Anche negli Stati Uniti questo processo è in atto, con la prossima entrata in vigore del CCPA (California Consumer Protection Act) prevista per gennaio 2020».

La ricerca rivela inoltre che, di fronte a una scelta esplicita, il 71% degli intervistati a livello mondiale sarebbe disposto a condividere i dati sull’uso di app e siti web, oltre a informazioni di contatto, anziché pagare per accedere ai contenuti.

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Su questo tema, Elie Kanaan, Chief Marketing Officer di Ogury a livello globale, commenta: «Il fatto che il 71% degli utenti mobile a livello globale condividerebbe i propri dati se conoscesse esattamente come vengono raccolti e usati, dimostra in modo chiaro come il consumatore sia disposto a cederli a patto che si tratti di uno scambio equo e trasparente. Questo ci ha spinto a sviluppare Ogury Consent Manager con l’opzione Fair Choice, che permette all’utente di scegliere se accettare la raccolta e l’uso di dati anonimi per ricevere comunicazioni marketing personalizzate; non consentire la condivisione dei dati e ricevere annunci non pertinenti; oppure pagare per accedere a contenuti privi di qualunque tipo di advertising».

Ogury ha anche rilasciato il GDPR Grandmaster Challenge, un test per verificare la propria conoscenza del GDPR e saperne di più sul tema data privacy.

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