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Frodi pubblicitarie, Internet Explorer e Chrome i browser più colpiti

Lo rivela una ricerca della società di rilevazioni FraudLogix, che ha esaminato 135 milioni di impressioni su un periodo di sette giorni nel mese di luglio. Microsoft e Google si difendono e mettono in discussione la metodologia adottata per lo studio

di Cosimo Vestito
05 settembre 2016
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Una ricerca di FraudLogix, società di rilevazioni, ha scoperto che le attività pubblicitarie fraudolente online sono più frequenti su alcuni browser appartenenti a Microsoft e Google.

I truffatori possono manipolare i browser degli utenti infettandoli con codici maligni e forzandoli a caricare determinate pagine web. Sono brutte notizie per gli inserzionisti perché, in determinate circostanze, possono trovarsi nella situazione di pagare per annunci che non potranno mai essere visualizzati da persone reali.

FraudLogix ha esaminato un campione di 135 milioni di impressioni pubblicitarie individuali online su un periodo di sette giorni nel mese luglio, analizzando i browser ai quali gli annunci erano serviti. L’azienda ha anche tracciato la porzione di quegli annunci che la sua tecnologia riteneva erogata verso traffico “non-umano” o bot. È emerso che i browser in cui è stato caricato il maggior numero di impressioni fraudolente erano versioni di Internet Explorer e Chrome: circa il 50% delle impressioni servite ad Internet Explorer nel corso dello studio è avvenuto verso traffico “non-umano”, comparato al 20,5% delle impressioni servite a Chrome.

Sia Microsoft che Google hanno messo in discussione la metodologia utilizzata sostenendo che è impossibile misurare accuratamente le frodi a livello di browser. “Bot e malware spesso falsificano le stringhe utente per produrre falso traffico che non può essere attribuito ad un particolare browser”, ha dichiarato Redmond. “Quando un malware infetta un dispositivo o un browser in generale, la macchina infettata potrebbe agire come bot fraudolento impersonando qualsiasi browser, anche se non è installato. Questo tipo di ricerca non è utile per comprendere il problema”, ha commentato Google.

Hagai Shechter, Chief executive di FraudLogix, ha riconosciuto che i computer infetti possono impersonare browser ma, per canto suo, non crede ciò sia accaduto frequentemente durante il tracciamento. Tuttavia, Shechter ha ricordato che questi episodi sono potenzialmente più ricorrenti su Chrome ed Internet Explorer perché sono i browser più utilizzati.

Anche Firefox, Safari ed Edge sono stati oggetto dello studio, che ha registrato che meno del 5% delle impressioni erogate verso tutte le versioni di questi browser è stato ritenuto fraudolento.

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