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Feldman, Quantcast: «È il momento di ripensare le misurazioni. Partiamo dai dati»

Intervenuto all’evento Eclipse – “Allenarsi all’innovazione”, il Fondatore e Ceo della società martech ha invitato aziende e centri media ad adottare un nuovo modello su cui fondare le strategie di comunicazione. Presente anche la General Manager per l’Italia, Ilaria Zampori

di Cosimo Vestito
26 maggio 2017
Konrad Feldman-quantcast
Konrad Feldman, Fondatore e Ceo di Quantcast

Con l’evento Eclipse – “Allenarsi all’innovazione”, Quantcast ha voluto trasmettere a marchi e centri media due importanti raccomandazioni: la prima è di ripensare le modalità di targeting e ingaggio delle audience, la seconda è di interrompere l’utilizzo di metriche che la società ad-tech reputa obsolete, come Click-Through-Rate e modelli di attribuzione basati sul last-click.

«Basarsi su questi parametri non è il modo migliore per determinare il giusto valore della pubblicità online e innesca un circolo vizioso che premia la quantità e non la qualità», ha affermato Konrad Feldman, Ceo di Quantcast, «Questo approccio inefficace colpisce i consumatori con creatività irrilevanti, incoraggia i blocchi pubblicitari e alimenta le frodi. Ecco perché diventa fondamentale misurare ciò che conta davvero e focalizzare le strategie su soluzioni che consentano di identificare e raggiungere nuovi consumatori, i quali scoprono il brand attraverso un più efficace targeting reso possibile proprio dall’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle attività di comunicazione».

In passato, gli operatori avevano a disposizione dati generici relativi a vaste porzioni di pubblico ma adesso, ha commentato Feldman, oggi il mercato può accedere a dati specifici su ogni singolo consumatore, un’opportunità da sfruttare assolutamente sfruttando, al contempo, l’opportunità tecnologica di modificare le creatività in tempo reale: «È cruciale utilizzare i dati all’inizio delle strategie di marketing perché gli insight che ne derivano forniscono prospettive preziose sugli individui, per questo l’approccio di Quantcast si basa su modelli di audience in tempo reale. E grazie agli approcci di Machine Learning ora è possibile davvero ottimizzare gli obiettivi di una campagna».

Quantcast continua ad innovare e crescere

Nel corso del convegno, il primo ad essere stato organizzato dalla società ad-tech in Italia, sono stati esposti da Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, le ultime tendenze in ambito Programmatic, Big Data e Machine Learning. Com’era già emerso nella terza edizione del Programmatic Day, il settore delle tecnologie per l’automatizzazione pubblicitaria è in continua crescita e sempre più rilevante anche nel nostro Paese.

«Per parlare di maturità del mercato, dobbiamo prendere in considerazione, in maniera distinta, le sue dimensioni e le sue capacità. Per quanto riguarda il primo profilo, non c’è dubbio che il valore dell’industria stia crescendo e che stiano aumentando i relativi investimenti; per quanto concerne il secondo, ovvero la qualità degli strumenti a disposizione e l’abilità di utilizzarli al meglio, c’è ancora ampio margine di miglioramento», ha commentato il Ceo. Nonostante Feldam non abbia rilasciato numeri precisi, ha dichiarato che il business di Quantcast è in forte crescita, sia a livello internazionale nel nostro paese; in più, ha aggiunto che la società sta continuando a innovare la propria infrastruttura tecnologica e che in futuro rilascerà nuove soluzioni che sappiano coniugare obiettivi sia di branding sia di performance, due strategie che devono necessariamente intrecciarsi e influenzarsi in piani di comunicazione che siano all’avanguardia.

Programmatic, non solo performance (ma anche branding)

All’evento è intervenuta anche Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, spiegando come il programmatic sia un efficace strumento non solo per obiettivi di perfomance ma anche per strategie branding: «Oggi l’industria percepisce i dati, la tecnologia e in particolare il Programmatic come l’ultimo anello della catena. In realtà, considerando il comportamento online dei consumatori, ci siamo accorti che i big data forniscono informazioni preziose che non dovrebbero essere utilizzate solo alla fine del processo ma sin dall’inizio sfruttando proprio gli insight e le idee che possono offrire. Secondo Quantcast, è quindi arrivato il momento di stravolgere le regole del gioco, utilizzando i dati non più solo in modo retrospettivo ma inserendoli proattivamente all’inizio della pianificazione».

Ilaria Zampori-quantcast
Ilaria Zampori, General Manager per l’Italia di Quantcast nel suo intervento ad Eclipse

Presenta ad Eclipse anche Francesco Tornatore, Head of Digital Acquisition di American Express, che ha parlato del ruolo della misurazione nella strategia digital della società, focalizzandosi sul processo e sugli obiettivi di acquisizione. In particolare, dal suo intervento sono emerse l’importanza e l’efficienza dell’automatizzazione per incrementare le vendite e migliorare le performance.

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