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Quali sono i dati degli utenti che Facebook usa per targettizzare la pubblicità? Ecco la risposta

Attività sul social network, informazioni condivise con un’azienda, dati sulla posizione, applicazioni utilizzate e siti visitati. Ecco su cosa si basa il targeting pubblicitario della piattaforma di Zuckerberg

di Alessandra La Rosa
02 settembre 2016
facebook

Vi è mai capitato di aver pubblicato su Facebook un post sulle vacanze in arrivo e di aver visualizzato poco dopo sul social pubblicità su tratte aeree in promozione? O di aver visto sulla vostra bacheca annunci pubblicitari di accessori per uomo una settimana prima del compleanno di vostro marito?

Probabilmente sì, e magari avrete pensato, spaventati: «Facebook mi controlla!». Ed in effetti Facebook sa, se non tutto, molto della nostra vita, e sa anche che noi utenti ne siamo allarmati. Proprio per questo motivo, ha recentemente lanciato un sito informativo su come funziona la pubblicità sulla sua piattaforma e, in particolare, su come funziona il targeting.

Perchè se è vero che il social network di Zuckerberg ha da sempre puntato all’erogazione di annunci adv «interessanti, utili e rilevanti» per gli utenti, come è stato più volte sottolineato dalla stessa società, è anche vero che chi non è esperto in materia di targeting non sa come Facebook riesca a mettere in pratica questa sua strategia.

E chi meglio di Facebook stessa può spiegarcelo? Così, all’interno del sito, scopriamo che il modo in cui il social decide quali inserzioni mostrare dipende da informazioni sugli utenti provenienti da varie fonti.

Targeting di Facebook: ecco i dati utilizzati

Innanzitutto le attività su app e servizi di Facebook. Tra queste, ci sono le Pagine che piacciono a noi e ai nostri amici, le informazioni del nostro profilo Facebook e Instagram, e i luoghi in cui ci registriamo usando Facebook.

Poi ci sono le informazioni condivise con un’azienda, come il numero di telefono o l’indirizzo e-mail, per esempio nel caso di programmi fedeltà, abbonamenti alle riviste o acquisti nei punti vendita. La condivisione di queste informazioni, spiega Facebook, potrebbe aggiungerci a un elenco di clienti (attuali o potenziali che un inserzionista carica su Facebook) per i quali trovare i profili Facebook corrispondenti

Ancora, ci sono le informazioni di posizione. Il luogo in cui ci connettiamo a Internet (tramite Indirizzo IP su computer, tablet e telefoni), quello in cui usiamo il telefono (tramite GPS e servizi di localizzazione), o ancora la posizione settata sul nostro profilo di Facebook e Instagram. Tutte informazioni utilissime perchè Facebook possa mostrare gli annunci di inserzionisti che tentano di raggiungere persone in un luogo specifico o nelle sue vicinanze.

E non è ancora tutto. C’è ancora tutto quello che un utente fa in rete, al di fuori della piattaforma Facebook. Grazie a tecnologie come il Pixel di Facebook (un frammento di codice del sito web che gli inserzionisti installano e che consente loro di misurare, ottimizzare e creare gruppi di pubblico per le campagne pubblicitarie), le aziende possono mostrare le inserzioni alle persone che hanno visitato il loro sito web o usato la loro app mobile o ancora acquistato o aggiunto un prodotto al carrello del loro e-shop.

Insomma, i data point sono davvero tantissimi. Ma Facebook assicura: se vuoi cambiare le preferenze relative alle inserzioni pubblicitarie hai tutti gli strumenti per farlo. Vedrai lo stesso gli annunci pubblicitari, ma sappi che saranno meno interessanti.

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