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Facebook, nuove limitazioni all’uso dei dati per targeting e misurazioni

Per i Marketing Partner del social non sarà più possibile condividere con i brand informazioni su singoli dispositivi degli utenti. Il motivo? Possibili rischi per la privacy

di Alessandra La Rosa
24 febbraio 2020
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Facebook ha recentemente aggiornato il programma relativo alle “misurazioni mobile avanzate” all’interno del suo Marketing Partner Program, disattivando una fonte di dati che metteva a disposizione dei brand informazioni sui dispositivi degli utenti a fini di targeting e misurazione delle campagne pubblicitarie.

Fino ad ora, per le aziende era possibile ottenere, attraverso i Marketing Partner di Facebook (partner tecnologici con accesso privilegiato a strumenti, risorse e corsi di formazione offerti dal social), informazioni che, pur non rivelando nomi e dati personali degli utenti, consentivano ai brand di collegare le loro campagne pubblicitarie a specifici dispositivi, come un singolo smartphone. Una funzione molto utile per le aziende, che in questo modo potevano capire come quella campagna stava performando presso un determinato utente, ad esempio se il proprietario di quel dispositivo aveva cliccato sull’annuncio o aveva interagito con esso in qualche modo. Informazioni preziose per valutare l’efficacia della campagna o la rilevanza di una pianificazione, ma anche per aggiustare la frequenza di erogazione di un annuncio (smettendo ad esempio di mostrare una campagna a chi aveva comprato il prodotto pubblicizzato o non aveva mostrato interesse alla pubblicità).

Tuttavia, la funzione poneva dei possibili rischi in ambito privacy. Essa, infatti, metteva nelle mani dei brand informazioni come gli ID dei dispositivi, che le aziende potevano poi associare ai dati provenienti dalle proprie campagne pianificate su Facebook. Secondo quanto hanno rivelato a AdAge alcuni Marketing Partner di Facebook, questo poteva consentire ai brand di raggiungere gli stessi consumatori al di fuori del social network, senza che gli utenti stessi ne fossero al corrente.

Facebook ha sempre monitorato da vicino l’operato dei suoi Marketing Partner, ma i rischi che i brand potessero fare cattivo uso di queste informazioni, insieme ai limiti imposti dalle nuove leggi in tema di dati, avrebbero convinto la piattaforma social a porre limitazioni alla funzione.

Adesso i Marketing Partner di Facebook potranno ancora accedere ai dati sui dispositivi degli utenti, ma non potranno più condividerli con i brand e non potranno più utilizzarli per applicazioni su property esterne al social.

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