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Facebook ammette: la funzione “Clear History” impatterà sul targeting pubblicitario

La società ha fornito ulteriori dettagli sullo strumento che consentirà agli utenti di cancellare i dati di navigazione su property esterne, e che verrà lanciato nei prossimi mesi

di Rosa Guerrieri
15 maggio 2019
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Lo scorso anno, in occasione della conferenza F8, Facebook aveva annunciato di stare lavorando a uno strumento, chiamato “Clear History“, che consentiva agli utenti di cancellare le informazioni raccolte su di loro relativamente all’utilizzo di siti e app esterni. Più avanti, circa due mesi fa, la società aveva ripreso l’argomento, annunciando che i lavori sul tool stavano continuando, e che il suo lancio era a calendario entro l’anno.

Sin da subito il mercato si è interrogato sulle possibili conseguenze che “Clear History” potrebbe avere sull’efficacia del targeting pubblicitario sul social network e sulle sue property, ed oggi, con un annuncio ufficiale, Facebook lo ammette: la soluzione potrebbe avere impatto sul targeting, ma non su misurazioni e analytics.

In un blog post, Facebook ha fornito ulteriori dettagli su come funzionerà lo strumento, ad esempio indicando che la funzione in effetti non cancellerà le attività di navigazione o di interazione con property esterne, ma renderà questi dati anonimi. Il che vuol dire che tali informazioni non verranno più associate a specifici utenti, ma potranno comunque contribuire, in maniera aggregata, ai dati di analytics di tali property.

Il social ha anche specificato quali potrebbero essere le sue implicazioni per la segmentazione degli utenti a fini pubblicitari. “Quando qualcuno disconnette la propria attività al di fuori di Facebook (il tool consente di “spegnere” la propria visibilità fuori dal social network), noi non potremo usare a fini di targeting i dati cancellati. Questo significa che le opzioni di targeting che sfruttano strumenti di business di Facebook, come i pixel di Facebook, non potranno essere usati per raggiungere qualcuno con la propria pubblicità. Questo include le Custom Audiences costruite partendo dai visitatori di un sito o un app [esterni]. Le aziende dovranno tenere tutto ciò a mente quando svilupperanno le loro strategie per questi tipi di campagne nella seconda parte dell’anno e oltre”.

Clear History, invece, non avrà effetti in ambito misurazioni e analytics. “Saremo ancora in grado di fornire accurate misurazioni per aiutare le aziende a comprendere l’impatto dei loro investimenti su Facebook, allo stesso tempo onorando la scelta degli utenti di esercitare un controllo sulle loro attività al di fuori di Facebook”.

Il prodotto, ha ribadito la società, verrà immesso sul mercato nei prossimi mesi.

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