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Editoriale Il Fatto sceglie Weborama per accelerare lo sviluppo data-driven

La media company de Il Fatto Quotidiano adotta la DMP Weborama Audience Manager per operare in modo più efficace nel mercato pubblicitario e per sviluppare e migliorare i prodotti editoriali

di Simone Freddi
10 luglio 2018
Cinzia-Monteverdi-Fatto
Cinzia Monteverdi

Editoriale Il Fatto ha annunciato di aver avviato una collaborazione con Weborama, la società europea specializzata in data science e profilazione semantica guidata in Italia da Roberto Carnazza.

L’editore de Il Fatto Quotidiano si avvarrà del supporto di Weborama per adottare un approccio sempre più “data-driven” , tra i principali obiettivi del piano di sviluppo della società, che si prepara alla quotazione in Borsa.

Alla base della collaborazione c’è l’utilizzo della DMP Weborama Audience Manager per raccogliere, analizzare e segmentare tutti i dati di prima parte del sito Ilfattoquotidiano.it e delle altre testate della stessa società editoriale (tra cui il mensile Millennium e la piattaforma di contenuti tv Loft). Incrociando questi dati con il database di Weborama (oltre 70 milioni di profili comportamentali e socio-demografici in Italia), Editoriale Il Fatto potrà avere una conoscenza più approfondita della propria audience per operare in modo più efficace sia sul mercato pubblicitario, sia nello sviluppo del prodotto e dell’attività in settori in cui è stata finora meno presente.

“Per una società editoriale è fondamentale analizzare la propria audience individuando specifici cluster, insight di impatto e correlazioni significative tra profili comportamentali e contenuti. In questo processo, Weborama agirà come un vero e proprio partner di Editoriale Il Fatto per quanto riguarda la Data Science, aggiungendo ulteriore valore e profondità a queste analisi”, si legge nel comunicato.

Cinzia Monteverdi, Presidente e Amministratore Delegato di Editoriale Il Fatto, nel piano industriale che descrive lo sviluppo dei prossimi tre anni ha confermato che l’approccio data-driven ha un forte impatto su tutte le fonti di ricavo: la trasformazione dell’azienda in senso data-driven modifica positivamente la proposizione commerciale di ogni prodotto dell’editoriale.

«Diventare una data-driven company è uno dei nostri grandi obiettivi – dichiara Luca D’Aprile, consigliere delegato all’innovazione di Editoriale Il Fatto -. Alcune implicazioni sono già molto chiare e hanno portato a primi risultati positivi. Questo è l’inizio di un percorso che sicuramente porterà Editoriale Il Fatto ad esplorare ed utilizzare in modo sempre più proficuo le infinite possibilità che una data-driven strategy può fornire al mondo dell’informazione».

«L’approccio de Il Fatto è totalmente in sintonia con la nostra filosofia e la nostra visione del mondo dei dati», aggiunge Roberto Carnazza, Managing Director di Weborama Italia. «Editoriale Il Fatto è una delle prime realtà in Italia ad aver compreso il valore del dato non solo in termini pubblicitari ma come asset fondamentale per sviluppare e migliorare il proprio prodotto editoriale, per dialogare con i propri utenti e per fidelizzare i nuovi lettori. Il cosiddetto data journalism non è solo una bella etichetta modaiola ma un modo totalmente innovativo di costruire e ottimizzare una realtà editoriale all’avanguardia».

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Roberto Carnazza

Editoriale Il Fatto ha chiuso il 2017 con ricavi per oltre 26 milioni di euro, mentre l’utile netto è stato di 618 mila euro. Per quanto riguarda la pubblicità online l’editore (che lavora con Sport Network sul cartaceo) da gennaio ha affidato la raccolta a Moving Up e nei primi 5 mesi dell’anno dichiara una crescita dei ricavi del 15%.

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