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Gli editori si affidano al Programmatic per fare audience extension e massimizzare i ricavi

Lo rivela uno studio dell’azienda ad-tech Mixpo, che ha coinvolto 263 professionisti di aziende media americane. Altre tendenze di rilievo: gli alti investimenti in pubblicità video su Facebook e il focus sul mobile

di Cosimo Vestito
13 luglio 2016
programmatic

Secondo uno studio dell’azienda ad-tech Mixpo, la crescita del valore dei video digitali sta inducendo gli editori ad adottare nuovi formati pubblicitari di questo tipo, come parte della loro strategia per soddisfare una domanda in ascesa.

La ricerca, intitolata State of Digital Advertising Report, sulla base di dati ricavati da un sondaggio e da interviste con 263 professionisti vendite e marketing di aziende media americane, ha evidenziato le tendenze che gli editori stessi hanno identificato in ambito di pubblicità digitale. L’estensione del pubblico potenziata dal Programmatic è diventata, per la maggior parte degli editori (59%), la fonte di ricavi dalla crescita più veloce, il 17% di loro pianifica invece di intraprendere questa attività nel 2017.

I recenti cambiamenti apportati all’algoritmo di Facebook, che hanno causato un calo del traffico referral, sono stati una particolare preoccupazione per quegli editori diffidenti nei confronti delle piattaforme di terze parti, che definiscono come il loro contenuto debba essere monetizzato. Nonostante questo, metà dei rispondenti ha attivato campagne di annunci video sul social network di Mark Zuckerberg, mentre nettamente inferiori sono stati i numeri riguardanti gli altri social: 31% su Youtube, 17% su Twitter, 13% su Instagram e il 2% su Snapchat.

Gli intervistati hanno indicato, inoltre, il pre-roll, il pre-roll interattivo e il video in-banner come i formati con il più elevato ROI percepito.

“Gli editori devono affrontare molte sfide. Facebook combatte per rimpiazzarli come fonte giornaliera di informazione, il consumo del mobile sta sconvolgendo i formati pubblicitari e il volume dell’inventario e l’esecuzione delle campagne è diventata, conseguentemente, ancora più complessa”, ha dichiarato Kyoo Kim, Chief revenue officer di Mixpo, “La nostra ricerca ha scoperto, comunque, che mentre la pubblicità digitale matura gli editori stanno cominciando ad operare in maniera molto più ponderata, il che gli permette di realizzare opportunità di ricavo più stabili”.

Infine, il mobile rimane una sfida ma non per le ragioni tecniche che sono state un problema in precedenza. Gran parte degli editori ha dichiarato di poter offrire una buona esperienza mobile per qualsiasi dispositivo ma metà di loro (48%) ha dichiarato di essere “molto” o “estremamente” preoccupata per l’aumento del consumo mobile, in quanto implica incertezze relativamente all’attribuzione e alla visibilità degli annunci.

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