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Dentsu Aegis Network punta sull’ad tech; dieci trend per dieci anni di Programmatic

La holding mira, con una serie di integrazioni, a promuovere un nuovo tipo di identificativi per il targeting degli utenti, mentre il trading programmatico spegne la sua decima candelina

di Alessandra La Rosa
01 febbraio 2018
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Sembra star portando i suoi frutti la strategia ad tech di Dentsu Aegis Network, che punta a un nuovo tipo di identificativi per il targeting degli utenti. Intanto, non sembra, ma il Programmatic spegne quest’anno la sua decima candelina, tra nuove tendenze e questioni ancora aperte, come quella della brand safety.

Dentsu Aegis Network punta sull’ad tech

Lo scorso anno Dentsu Aegis Network ha attivato una serie di integrazioni con editori, per consentire agli inserzionisti di targettizzare gli utenti utilizzando identificativi basati su PII (personally identifiable information), capaci di consentire una segmentazione più precisa e ottimizzare così la spesa pubblicitaria. Il programma, conosciuto tra gli editori col nome di Publisher Addressable Marketplace (PAM) e tra le aziende come M1, è cresciuto considerevolmente, passando dai tre clienti beta dell’inizio del 2017 alle 30 aziende attuali. Leggi di più su AdExchanger.

Dieci trend per dieci anni di Programmatic

Quest’anno è il decimo dalla prima asta in Programmatic, effettuata da MediaMath nel 2008. E da allora, in una decade, un intero mercato si è sviluppato, conquistando sempre più spazio nelle strategie pubblicitarie di inserzionisti ed editori e sviluppando tecnologie avanzate come, solo per citarne una, l’header bidding. E adesso, come evolverà il settore? Quali saranno i nuovi trend che detteranno il progresso del mercato dell’ad tech? Una testata autraliana ne individua dieci per l’anno appena cominciato. Leggi di più su Which-50.

Brand safety, una questione ancora aperta

Il problema della brand safety è lungi dall’essere risolto. Una nuova ricerca di Digiday ha rivelato che più di due terzi dei marketer statunitensi ha avuto a che fare almeno una volta con questioni di sicurezza dei brand. E oltre la metà più di una volta. Disastri e tragedie, politiche controverse e fake news sono i temi sensibili a cui i buyer dicono di essere stati più esposti. Leggi di più su eMarketer.

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