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Davide Corcione, Yahoo: «dati e tecnologia, combinazione vincente»

L’Agency Sales Director di Yahoo! Italia spiega i punti di forza dell’offerta programmatic della compagnia, rivolta sia agli advertiser sia agli editori e oggi tutta concentrata sotto il brand BrightRoll

Simone Freddi
13 ottobre 2015
Davide-Corcione-Yahoo
Davide Corcione

Dopo essersi focalizzata negli ultimi anni sullo sviluppo di prodotto, Yahoo ha recentemente annunciato di aver unificato tutta la sua tecnologia di programmatic advertising sotto il brand di BrightRoll (qui l’articolo dedicato), la società acquisita a fine 2014.

«La scelta di utilizzare il brand BrightRoll per tutta l’offerta in programmatic va nella direzione di offrire maggiore chiarezza al mercato» ci ha detto Davide Corcione, Agency Sales Director di Yahoo! Italia, a margine dello IAB Seminar dedicato alla pubblicità automatizzata, che si è tenuto il 13 ottobre a Milano.

«Accanto a BrightRoll – ci ha spiegato Corcione –  la cui acquisizione ci ha permesso di diventare leader nel video programmatic, la nostra tecnologia di programmatic advertising si è sviluppata molto negli ultimi due anni grazie ad altre acquisizioni e a una serie di sviluppi interni, che ci hanno consentito di strutturare un’offerta più completa e capace di rispondere a esigenze diverse, come da sempre è nella natura di Yahoo come player globale. Puntiamo quindi a fare di BrgihtRoll un interlocutore di riferimento sia per gli editori sia per i brand».

Yahoo sta costruendo un portfolio di soluzioni per aiutare chi crea campagne a connettersi e interagire con i propri clienti attraverso una combinazione vincente di dati e tecnologia che utilizza sia una DSP proprietaria sia l’exchange. In particolare, la DSP di BrightRoll facilita l’acquisto in modalità programmatic di adv video, display e native, grazie all’accesso esclusivo di Yahoo alla sua enorme base dati che facilita la targettizzazione dell’audience. Brightroll Exchange, invece, connette in maniera fluida acquirenti e venditori di inventory video e display premium. Exchange è integrato con 100 DSP e permette di accedere a migliaia di siti e app attraverso RTB, private marketplace e programmatic direct.

«Con la DSP – ha precisato l’Agency Sales Director di Yahoo! Italia – siamo già attivi nel nostro Paese su diversi clienti, che hanno deciso di scegliere la tecnologia di Yahoo grazie al nostro grande plus, il dato proprietario. La tecnologia BrightRoll si integra con la capacità unica di Yahoo di acquistare audience in target, potendo contare su un miliardo di utenti unici complessivi, di cui oltre 10 milioni in Italia. Proprio la conoscenza sempre più approfondita degli utenti sarà il fattore su cui si giocheranno le campagne di maggior successo e, a questo fine, il patrimonio dei dati disponibili e il modo in cui vengono elaborati è ciò che davvero può fare la differenza».

«Ciò che vogliamo fare è andare oltre a una concezione dei dati desktop-centrica, basata sui cookie, che con l’attuale migrazione degli utenti verso il mobile pare avere poco futuro, per spostarci verso metodologie di data management e targeting che possano essere efficaci anche sui nuovi device. A questo mirava l’acquisizione, sempre nel 2014, di Flurry (qui l’articolo dedicato), una delle maggiori piattaforme di mobile analytics, che oggi ci permette di capire come gli utenti stanno utilizzando il proprio smartphone».

Secondo una ricerca di eMarketer, gli investimenti in programmatic display raggiungeranno quest’anno negli Stati Uniti 14,43 miliardi di dollari, facendo registrare una crescita del 49,5% rispetto ai livelli di spesa del 2014, mentre in Italia, secondo l’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, la compravendita automatizzata degli spazi adv sarà tra i principali fattori che contribuiranno alla crescita dell’adv online quest’anno. In particolare, si prevede per il programmatic advertising un incremento di circa il 90%, passando dal 10% a quasi il 20% del Display Advertising. La strada appare quindi segnata, come conferma anche Davide Corcione, che ha concluso con i suoi consigli a publisher e brand.

«Agli editori, dico di non aver paura dei nuovi trend, assumere un’atteggiamento di chiusura non è mai produttivo. Nessuna battaglia contro le evoluzioni del mercato digital è mai stata vinta, alla lunga, quindi il consiglio è quello di abbracciare gradualmente le nuove opportunità, e sperimentare per capire come sfruttarle al meglio».

«Nei confronti degli advertiser, invece, non posso fare a meno di allinearmi al messaggio dato anche da IAB Italia, ossia quello di non approcciare il programmatic solo con l’idea di acquistare l’inventory al prezzo più basso possibile. Il programmatic può voler dire qualità ma ciò significa riconoscere il giusto valore all’inventory. E al vostro provider di tecnologia, chiedete trasparenza: le “black box” non portano benefici né agli spender, né agli editori».

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