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Il costo globale delle frodi pubblicitarie raggiungerà i 23 miliardi di dollari nel 2019

Lo si legge in un rapporto della compagnia di sicurezza informatica Cheq, secondo cui le ragioni alla base di un fenomeno in continua crescita sono la scarsa regolamentazione e la complessità del mercato

di Cosimo Vestito
06 giugno 2019
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A livello globale, il costo delle frodi pubblicitarie online sarà di 23 miliardi di dollari e potrebbe addirittura raggiungere i 30 miliardi se si includono nel conteggio i costi indiretti economici e sociali.

Lo si legge in “The Economic Cost of Bad Actors on the Internet, Ad Fraud 2019”, un rapporto della compagnia di sicurezza informatica Cheq che, impiegando analisi economiche, dati proprietari e interviste, ha rivelato l’entità dei danni causati a inserzionisti e consumatori e investigato sulle cause prime del fenomeno.

La portata potenziale delle frodi pubblicitarie

Secondo le previsioni, che danno inoltre la spesa in annunci digitali a 316 miliardi nel 2019, sono essenzialmente due le ragioni che hanno determinato un’erosione così significativa del mercato: la prima è la mancanza di regolamentazione, la seconda è la complessità.

E la situazione è destinata a peggiorare, stando alle stime di Cheq infatti i costi per gli inserzionisti raggiungeranno i 26 miliardi di dollari nel 2020, 29 miliardi nel 2021 e 32 miliardi nel 2022. Costi che ricadranno sproporzionatamente sulle spalle delle piccole imprese, che per fronteggiare le frodi non dispongono di grandi capitali come i marchi più consolidati.

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