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Cosa ne pensa il mercato della nuova piattaforma pubblicitaria di Apple?

Ne parliamo nella nostra rassegna, insieme al fenomeno delle frodi nell’influencer marketing e all’avanzata delle internet company tra i top spender adv

di Alessandra La Rosa
25 giugno 2018
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Dal nuovo progetto pubblicitario di Apple al fenomeno delle frodi nell’influencer marketing, all’avanzata delle big di internet tra i top spender pubblicitari: ne parliamo nella nostra rassegna di oggi.

Apple prepara una nuova piattaforma pubblicitaria. Avrà successo?

Qualche tempo fa si è diffusa la notizia che Apple fosse al lavoro su un nuovo network di pubblicità a performance in-app, segno di una sua definitiva apertura al business pubblicitario dopo il tentativo fallito dell’esperienza iAd. Che il pubblico iOS sia estremamente interessante non ci sono dubbi, ma Apple sembra essere ancora restia a voler utilizzare i dati dei propri utenti a fini pubblicitari, in un mercato che – ora ancor di più rispetto a qualche anno fa, ai tempi di iAd – è sempre più data driven. E molti operatori pubblicitari nutrono dubbi sul possibile successo di questa nuova iniziativa. Leggi di più su AdWeek.

Amazon è il quarto spender pubblicitario in USA

Crescono gli investimenti pubblicitari delle internet company. Secondo uno studio di AdAge, ben undici società digitali tra cui Amazon, Alphabet (Google) e Netflix hanno aumentato a doppia cifra la loro spesa adv negli Stati Uniti nel 2017: Netflix del 45%, Alphabet del 32% e Amazon del 28%. Il colosso dell’ecommerce l’anno scorso è stato il quarto principale spender pubblicitario nel Paese, in crescita dall’8° posto del 2016 e dal 70esimo del 2010. Secondo lo studio, lo scorso anno Amazon ha investito in pubblicità e promozione un budget stimabile in 3,4 miliardi di dollari. Leggi di più su AdAge.

Frodi nell’influencer marketing: di chi è la responsabilità?

Il caso “influencer marketing fraud” è scoppiato pochi giorni fa, quando il chief marketing officer di Unilever Keith Weed, al Festival di Cannes, ha sottolineato l’urgenza di prendere provvedimenti per ripulire l’ecosistema dell’influencer marketing, impegnandosi a terminare ogni collaborazione con influencer trovati a comprare follower e dando la priorià a partner attivamente impegnati sul fronte trasparenza. Ma in effetti il problema dei “fake follower” è diffuso ormai da qualche tempo. Di chi è la colpa? Solamente degli influencer? O anche delle piattaforme che ospitano i loro contenuti? E qual è il ruolo di aziende e industria in tutto questo? Leggi di più su The Drum.

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