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Connexity sbarca in Italia

Riccardo Porta, general manager della company: «Da qui a fine anno andremo sicuramente a consolidare la nostra posizione tra i merchant che vendono online. Introdurremo sul mercato lo Smart Pricing, una soluzione mai vista prima, che rimescolerà le carte in tavola»

di Alessandra La Rosa
22 maggio 2015
Riccardo-Porta

Connexity è sbarcata in Italia.

Di stampo americano e con sede a Los Angeles, la società lavora nel campo del mondo a performance da oltre 15 anni: seconda in US solo a Google nel settore della comparazione dei prezzi, offre soluzioni di visibilità innovative per chi vende online e opera in varie zone del mondo, incluse Nord America, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna.

Connexity Italia nasce in seguito all’acquisizione di Become Inc., “storica” shopping comparison company fondata da Michael Yang nel 2004, da parte di Connexity. Un’operazione che ha coinvolto non solo l’headquarter statunitense di Become, ma anche le controllate estere Become Europe, Become Japan e Become Italia, di cui era general manager Riccardo Porta, ora alla guida della nuova società.

In occasione del debutto ufficiale sul mercato italiano, abbiamo intervistato Porta, che ci ha detto: «Non è facile posizionare una azienda come Connexity in Italia. Proprio per niente. Dovremo sgomitare parecchio perché i competitor sono agguerriti, l’ecosistema del programmatic, core dell’azienda, e quello della comparazione sono più che affollati. Dalla nostra abbiamo case history di successo che metteremo a servizio dei clienti e partner».

connexityIl primo passo di Connexity però non sarà comunque nel display advertising: «No – ha proseguito Porta – da qui a fine anno andremo sicuramente a consolidare la nostra posizione tra i merchant che vendono online. Introdurremo sul mercato lo Smart Pricing, una soluzione mai vista prima, che rimescolerà le carte in tavola. Se è vero che non tutto il traffico della rete è uguale, in termini di qualità, i nostri cpc che i clienti andranno a pagare, saranno commisurati proporzionalmente ai risultati ottenuti».

«Gli obiettivi a breve nel periodo – ha aggiunto il general manager – sono quelli di distribuire, con tutta l’umiltà del caso, i nostri servizi facendo capire quando il concetto del ROI, tanto sbandierato, possa essere realmente perseguito e soprattutto monitorato. Abbiamo dei sistemi avanzatissimi di reporting che faranno invidia a molti. Il punto è: dall’altra parte… ci saranno clienti sufficientemente affamati e pronti per questa rivoluzione?».

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