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Condé Nast si apre al programmatic con un private marketplace

Tra i formati messi a disposizione ci sono banner, video e mobile ads. Il direttore commerciale digital Elia Blei: «doveroso passaggio per un gruppo che sulle proprie online properties ha un traffico di oltre 15 milioni di utenti censuari e oltre 220 milioni di pagine viste al mese»

di Simone Freddi
07 ottobre 2014
elia blei condé nast
elia blei

Edizioni Condé Nast ha annunciato l’apertura alla commercializzazione della pubblicità sulle proprie properties online attraverso il programmatic buying.

Coerentemente con l’alto posizionamento dei propri prodotti editoriali, la modalità scelta dall’editore di Vanity Fair e Wired, tra le altre testate, per approcciare il mercato programmatico è quello del private marketplace (ossia una piattaforma tecnologica di compravendita aperta a una serie limitata di acquirenti).

Stando alla nota inviata alla stampa, tra i formati che Condé Nast mette a disposizione attraverso il programmatic buying ci sono banner, video e mobile ads, con l’obiettivo di fornire impressions altamente qualificate, garantendo ai buyer efficienza e ottimizzazione dell’investimento.

«Con questo metodo di gestione permetteremo di acquistare utenti e traffico sempre più profilati in modo scientifico, dando agli advertiser la possibilità di avere un maggior controllo delle loro campagne e ottimizzandone il risultato», afferma Elia Blei, direttore commerciale digital di Condé Nast, che sottolinea come l’apertura al programmatic costituisca un «doveroso passaggio per un gruppo che sulle proprie online properties ha un traffico di oltre 15 milioni di utenti censuari e oltre 220 milioni di pagine viste al mese».

L’avanzamento nella tecnologia di gestione della pubblicità online si inserisce, sottolinea l’editore, nell’importante crescita del network Condé Nast. Il mese di settembre ha visto protagonista VanityFair.it, con oltre 7.2 milioni di utenti unici e 150 milioni di pagine viste, GQitalia.it che – dopo la presentazione del nuovo sito lo scorso 4 giugno – registra un aumento pari al 30% in termini di utenti unici rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e per CN Live! che consolida 10 milioni di video views nel network. A tutto ciò si aggiunge Wired.it, che chiude il mese a 3,8 milioni di utenti unici e Vogue.it con oltre 2 milioni di utenti unici.

Negli Stati Uniti, gli investimenti pubblicitari display gestiti tramite il programmatic buying raggiungeranno – secondo stime eMarketer – quota 17 miliardi di dollari nel 2017, un valore più che doppio rispetto ai dati del 2013. In Italia, dove il mercato ha iniziato ad approcciare con convinzione questa modalità di acquisto più di recente, si stima che il programmatic possa generare il 15% circa del mercato display entro il prossimo anno.

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