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Chameleon Ad: nuove integrazioni con Criteo e con le piattaforme RTB

La start up specializzata in native advertising fondata da Carlo Petito, Ruben Amoruso e Roy Bellingan continua la sua crescita e annuncia di aver ampliato le proprie soluzioni per i partner sulla piattaforma SaaS

di Alessandra La Rosa
13 novembre 2015
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Chameleon Ad, la start up specializzata in native advertising fondata, come spin off di AdvPlace, da Carlo Petito (ceo), Ruben Amoruso (coo) e Roy Bellingan (cto) continua la sua crescita e annuncia di aver ampliato le proprie soluzioni per i partner sulla piattaforma SaaS.

Attualmente il network di Chameleon Ad, basata a Dublino, conta oltre 200 siti premium, che potranno godere di nuove integrazioni con partner tecnologici come Criteo (l’accordo è fresco di un paio di giorni) e piattaforme sul protocollo RTB attive in ambito Native. «Grazie a queste nuove soluzioni – ha spiegato Carlo Petito, ceo & co-founder di Chameleon.ad – stiamo massimizzando le revenue per i nostri publisher ed ottimizzando la gestione dell’invenduto per i nostri partner che possono avere accesso a centinaia di advertiser».

Tra i principali partner di Chameleon Ad c’è Blogo, che da agosto utilizza le soluzioni della piattaforma SaaS della società per promuovere i formati classici Native e il Video In-Read. «Le soluzioni native con Chameleon ci stanno permettendo di raggiungere eCPM più alti delle attese, in particolare su mobile, facendo leva su formati perfettamente integrati e non intrusivi», ha commentato Salvatore Esposito, ceo di Blogo.it.

Chamaleon Ad, inoltre, sta promuovendo anche un’offerta che permette di monetizzare la fascia di utenti che utilizzano gli Ad-Block, tramite l’utilizzo di formati che rispettano la user experience durante la navigazione.«Con la nostra soluzione è possibile monetizzare e veicolare campagne pubblicitarie tramite i nostri formati native sugli utenti che hanno installato il plugin nel browser. Il fatto che non siano intrusivi rispetto al display tradizionale, consente a questi formati di essere inseriti in whitelist e dunque di essere visibili agli utenti». Ciò implica una crescita della reach delle posizioni del 20%, con un CTR che vista l’assenza di altri formati è aumentato del 70%.

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