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Campagne drive-to-store più accurate grazie ai dati e-commerce di Vente-privee / Privalia

Effettuare pianificazioni media finalizzate a conoscere e a portare gli utenti in negozi fisici è possibile attraverso l’utilizzo di dati degli e-commerce, Vente Privee / Privalia

di Marino Cipolletta, Country Manager Italy di Adot
28 novembre 2018
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Al giorno d’oggi, il digitale sta sconvolgendo ogni tipo di attività, ma le vendite fisiche pesano ancora molto (3,496 miliardi di dollari) rispetto alle vendite di e-commerce (453 miliardi di dollari). In questo contesto, i retailer fisici stanno ancora sfidando le società di pubblicità online a trovare il modo di portare potenziali clienti nei negozi e provare la riuscita di questo compito.

Il drive-to-store è semplicemente una strategia di marketing nata per portare potenziali clienti nei negozi.

Grazie all’evoluzione delle tecnologie, in particolare con la geolocalizzazione, ora è possibile interagire meglio con il pubblico e misurare l’impatto delle campagne media online sulle realtà fisiche con una precisione sempre maggiore.

Ma in primo luogo, per portare il traffico in-store, è importante rivolgersi al giusto pubblico.

Pre-targeting: attivazione di segmenti di pubblico in target per portare traffico in-store

Per rispondere a queste nuove sfide, Adot mira a offrire ad agenzie e inserzionisti una qualità di pre-targeting che non ha eguali nel condurre gli utenti nei negozi fisici.

In particolare, attraverso i dati e-commerce e socio-demografici di tipo log-level, al 100% anonimi, del gruppo Vente-privee (che rappresentano oltre 70 milioni di membri in tutto il mondo e 10 milioni in Italia, utilizzabili esclusivamente da Adot), Adot ha accesso anche a modelli di navigazione sui media attraverso gli acquisti pubblicitari, che possono essere tradotti in informazioni utili circa gli interessi media dell’utente.

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Ciò consente la segmentazione di profili tanto specifici come, per esempio, uomo HNW di età compresa tra 35 e 49 anni con un interesse verso lo sport e la moda, che lavori in Porta Nuova, che visita spesso La Gazzetta dello Sport e acquista con frequenza beni di lusso (oggetti in pelle, gioielli) e articoli di abbigliamento sportivo (vestiti, attrezzature, scarpe) su Vente-privee.

I dati e-commerce stanno quindi diventando un asset importante per i professionisti del marketing in quanto il comportamento in-store è influenzato in modo significativo dalla ricerca online.

Partiamo dal presupposto che molti acquirenti di Vente-privee siano anche alla ricerca di informazioni su prodotti specifici (online) al fine di acquistarli nei negozi fisici (offline). Ecco che il pre-targeting diventa l’elemento chiave per aiutare i brand a incrementare le visite ai loro negozi.

Dopo aver correttamente erogato la campagna, uno degli obiettivi principali è misurare l’impatto dell’operazione.

Misurazione neutrale: fondamentale collaborare con soluzioni di terze

Quando ci si concentra sull’impatto di una campagna digitale, il principale KPI per chi lavora nel marketing sono le visite incrementali nei negozi.

Queste visite sono calcolate utilizzando la metodologia di “uplift” che mette a confronto il numero di visitatori esposti a un annuncio pubblicitario con quelli che appartengono a un gruppo simile non esposto a quel messaggio.

Adot lavora con soluzioni di misurazione di terze parti come Adsquare, così da fornire neutralità nel calcolo dell’incremento.

Grazie a questa collaborazione, i brand potranno essere sicuri che le metriche di misurazione delle performance delle loro campagne, come per esempio impression, click e visite incrementali, siano del tutto imparziali e doppiamente verificate da un fidato fornitore.

Più di un dispositivo: il processo di acquisto online ora è cross-device

Secondo uno studio sull’e-commerce pubblicato da Criteo, il 31% delle transazioni proviene da più di un dispositivo mentre il 69% da un solo dispositivo.

Ciò significa che una transazione su tre coinvolge più di un device. Guardare il mondo attraverso un solo dispositivo non è più sufficiente. La stessa osservazione vale anche per le operazioni drive-to-store. I consumatori stanno utilizzando più di un dispositivo nelle fasi di engagement e/o di conversione, motivo per cui è opportuno lavorare a campagne cross-device.

Grazie all’universo 100% “registrato” di Vente-privee, Adot ha la possibilità di offrire una corrispondenza cross-device realmente deterministica al fine di massimizzare la reach rilevante su desktop e mobile e sviluppare esperienze innovative.

Smart insights: per una migliore visione della campagna e del pubblico

Ai clienti, inoltre, vengono forniti insight e analytics coerenti all’inizio e alla fine delle campagne, in modo da aiutarli a migliorare la conoscenza dei propri consumatori attraverso il targeting del pubblico che puntano a raggiungere e di quello che hanno coinvolto con successo.

La reportistica fornirà all’inserzionista i profili socio-demografici dei propri consumatori, così come i punti d’interesse, il comportamento sugli e-commerce, i brand preferiti acquistati ed altre informazioni di valore, ancora una volta basati sui dati di Vente-privee.

I brand sapranno anche quali formati performano meglio per le loro campagne, e quali sono le procedure più efficaci per coinvolgere i consumatori o aumentare le vendite.

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