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Brand safety, nuove regole da Google. Ecco cosa cambierà da settembre

Big G ha intenzione di rendere più chiare le condizioni che regolano la possibilità per siti e app di ospitare annunci sulle sue piattaforme

di Alessandra La Rosa
29 agosto 2019
google

Quali contenuti sono ammessi a contenere pubblicità sulle piattaforme Google? A settembre le politiche di contenuto per gli editori che usano i prodotti di Google verranno aggiornate e rese più chiare. Lo ha annunciato Big G in un blog post firmato da Scott Spencer, il suo Director of Sustainable Ads.

Google è stata più volte nell’occhio del ciclone per casi di mancata brand safety, quando sulle sue piattaforme gli inserzionisti hanno visto apparire le proprie pubblicità a fianco di contenuti sensibili, espliciti o inneggianti l’odio. Ed è stata criticata per non avere controllato abbastanza che la sicurezza dei brand venisse rispettata. Ma negli ultimi tempi ha rafforzato i controlli, e ristretto le proprie politiche pubblicitarie. “Solo lo scorso anno – recita il blog post – abbiamo rimosso 734 mila editori e sviluppatori di app dal nostro ad network, e tolto gli annunci su 28 milioni di pagine che violavano le nostre politiche per i publisher”.

Tuttavia, prevenire è meglio che curare. E proprio per questo Google ha intenzione di rendere più chiare le regole che stanno alla base del se e del quando siti e app possono ospitare annunci sulle sue piattaforme, e renderle dei veri e propri standard per tutti i propri prodotti dedicati agli editori.

“A settembre aggiorneremo il modo in cui le politiche di contenuti per i publisher sono presentate, con una chiara esplicitazione del tipo di contenuti in cui la pubblicità non sarà ammessa o lo sarà con riserve – recita il blog post -. Le nostre Google Publisher Policies mostreranno su quali tipi di contenuti non sarà possibile mostrare pubblicità tramite nessuna delle nostre soluzioni per i publisher. Ciò include politiche contro contenuti illegali, pericolosi, inneggianti l’odio o sessualmente espliciti, tra gli altri”.

Tra le nuove regole troveranno spazio anche quei tipi di contenuti, come gli alcolici o il tabacco, che non violano le politiche, ma in presenza dei quali non tutti i brand vogliono apparire. In questo caso, gli editori che li ospitano non riceveranno segnalazioni di violazione della policy, ma solo alcuni inserzionisti e soluzioni pubblicitarie (quelli che scelgono di farlo) potranno acquistare pubblicità su di essi. “Come conseguenza di ciò – prosegue il manager sul blog -, i Google Ads non appariranno su questi contenuti ed essi riceveranno meno pubblicità rispetto ai contenuti senza restrizioni”.

Le Google Publisher Policies e le Google Publisher Restrictions verranno applicate a tutti gli editori, indipendentemente dalla soluzione pubblicitaria usata (AdSense, AdMob o Ad Manager).

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