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Brand safety, quali aziende sono più preoccupate? In testa il Largo Consumo

Uno studio di IAB Europe ha indagato il sentiment delle aziende su un tema sempre attuale, rivelando sensibilità molto diverse tra i vari settori di attività

di Alessandra La Rosa
24 gennaio 2020
brand safety

Quella della brand safety è ancora una preoccupazione per il mercato della pubblicità digitale. Secondo una recente ricerca di IAB Europe, ben il 77% dei professionisti della digital adv è convinto che la sicurezza dei brand sia ancora una grande priorità.

Ma ci sono delle categorie merceologiche più preoccupate di altre sulla questione. IAB ha notato come il tema sia più “caldo” tra le aziende del Largo Consumo (lo ha sottolineato il 55,29% degli intervistati) e tra quelle Finanziarie (48,24%), seguite da Healthcare (42,35%) e Automotive (28,24%). Solo più indietro troviamo Viaggi, Retail, Lifestyle, Intrattenimento, Telecomunicazioni e altre, per finire con percentuali molto basse in alcuni settori come l’Elettronica (5,88%).

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La ricerca è andata oltre, ed ha indagato il sentiment delle aziende nei confronti di quello che si sta facendo all’interno del mercato per porre soluzione al problema. Le imprese si sono dimostrate ampiamente d’accordo (64,8%) sul fatto che le innovazioni tecnologiche stiano contribuendo a risolvere i timori sulla brand safety. Un po’ meno della metà (36,4%), invece, concorda sul fatto che la industry abbia fatto un buon lavoro per affrontare la situazione nel 2019 (il 20,5% non è d’accordo).

Resta di fatto che gran parte del mercato (80,7%) affermi che assicurare ambienti sicuri per i brand sia una parte chiave di tutte le campagne media digitali, e che (77,91%) per affrontare il problema siano necessari approcci su misura in base alle specifiche esigenze delle singole aziende.

A proposito di possibili soluzioni, tra le più citate dalle aziende ci sono la diffusione di standard comuni, la necessità di una migliore educazione e discussione sul tema, una verifica continua, una maggiore collaborazione e trasparenza tra inserzionisti e piattaforme tecnologiche e migliori soluzioni in programmatic e una netta linea tra la brand safety (pubblicità in un contesto sicuro) e la brand suitability (pubblicità in un contenuto appropriato).

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