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Blockchain: IAS, IBM e altri operatori insieme in un nuovo consorzio per la pubblicità digitale

Si chiama AdLedger ed è volto all’utilizzo della tecnologia per lo scambio di dati tra compratori e venditori di spazi adv. Nasce a una settimana dal lancio di un analogo progetto per la tv

di Alessandra La Rosa
27 giugno 2017
blockchain

C’è una nuova parola di cui si parla nel mercato programmatico, e quella parola è “Blockchain“. Si tratta di una sorta di sistema peer-to-peer che consente lo scambio e la distribuzione sicura di quasiasi genere di dati, come avviene con i Bitcoin di cui è alla base.

Poco tempo fa, la tecnologia è entrata nel mercato adv, quando Comcast Cable, attraverso la sua divisione tecnologica Comcast Advanced Advertising, ha annunciato lo sviluppo della “Blockchain Insights Platform”, uno strumento che, utilizzando la tecnologia Blockchain, consentirà a vari broadcaster (tra cui l’italiana Mediaset) di mettere i propri dati a disposizione del mercato pubblicitario attraverso una piattaforma condivisa, senza perderne la proprietà e nel rispetto della privacy (leggi qui la notizia).

Adesso, arriva la notizia di un nuovo consorzio volto all’utilizzo della tecnologia in ambito pubblicitario, stavolta prettamente online. Si chiama AdLedger Consortium, ed è composto da MadHive (startup di ad tech specializzata sul Blockchain), Integral Ad Science, IBM e Premion (sussidiaria pubblicitaria per OTT di Tegna).

Il consorzio, attualmente più un gruppo di lavoro che una soluzione vera e propria, si occuperà di questioni come standard tecnici, regolamenti e in generale dell’automatizzazione dei processi gestiti tramite il servizio di blockchain, applicati alla pubblicità online. Porterà avanti anche la realizzazione di un codice open-source per il caricamento e la transazione di dati di prima parte.

Il suo obiettivo a lungo termine, comunque, sarà quello di creare una supply chain programmatica dove intermediari e stakeholder che forniscono dati per una campagna siano trasparenti a compratori e venditori. A breve termine, invece, il gruppo promuoverà l’utilizzo del blockchain per attivare accordi diretti che mescolano dati di prima parte con informazioni provenienti dai venditori media, proprio come il progetto di Comcast sta già facendo in ambito tv, senza l’intervento di operatori terzi.

Rimuovendo inefficienze nella filiera tecnologica, il consorzio punta anche a contrastare la “technology tax“, che secondo una recente ricerca di ANA arriva a superare il 40% della spesa delle aziende in programmatic.

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