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Blockchain, barriere e benefici di una tecnologia in crescita

La blockchain è considerata sempre più importante nel mercato, tra proliferazione di piattaforme e prime attività istituzionali. L’approfondimento dell’Osservatorio del PoliMi

di Rosa Guerrieri
17 gennaio 2020
blockchain

In Italia il mercato della blockchain ha raggiunto nel 2019 un valore di 30 milioni di euro, ancora limitati ma in crescita del 100% rispetto al 2018, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Blockchain e Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano. Tuttavia, nel nostro Paese le imprese sono ancora lontane da una piena consapevolezza della tecnologia, e i progetti in essere sono solo 16.

Un basso numero che non è da imputare solamente a una mancanza di fiducia nelle tecnologie, ma anche alle scarse conoscenze, competenze e limitate risorse allocate per la gestione di progetti che richiedono alta complessità. Da un’indagine dell’Osservatorio su 75 grandi aziende italiane con qualche esperienza sulla Blockchain emerge che il 52% ha sviluppato una visione strategica, conoscendo la tecnologia e comprendendo la portata rivoluzionaria, ma solo il 9% ha già definito persone e risorse economiche. Il 45% ha attivato sperimentazioni o progetti operativi, mentre il 55% non ha ancora realizzato nulla: le principali barriere all’adozione riscontrate da chi non ha implementato progetti sono le difficoltà a individuare i benefici, sviluppare delle competenze e allocare risorse.

Viceversa, i principali benefici riscontrati dalle grandi aziende che hanno già progetti (34) sono il migliore rapporto con partner e fornitori per condividere informazioni (evidenziato dal 35%), la riduzione di frodi e manipolazione dati (29%) e una migliore riconciliazione di dati e pagamenti (29%). Poi vengono la maggiore fiducia verso partner e fornitori (26%), una maggior fiducia da parte dei clienti (26%) e l’automatizzazione dei processi (26%). Nell’avvio dei progetti di Blockchain e Distributed Ledger risulta fondamentale il ruolo del top management che spesso è principale promotore delle sperimentazioni (è così nel 69% dei casi). Le sperimentazioni però poi sono tendenzialmente portate avanti da unità di innovazione con il supporto dei sistemi informativi, con un ruolo importante del marketing.

Blockchain: piattaforme e attività istituzionali

In questi anni sono proliferate le piattaforme, che per diventare più facilmente utilizzabili e migliorare alcuni punti di debolezza si stanno evolvendo. Nel contempo però si sono affacciate nuove realtà che possono rendere più semplice l’adozione delle criptovalute e delle soluzioni basate su Blockchain e Distributed Ledger tra il grande pubblico, per l’alto numero di utenti potenziali che possono coinvolgere e la facile user experience che si propongono di offrire. Nel 2020 verrà lanciata Libra di Facebook, moneta globale che punta a raggiungere gli “unbanked” e tutti i 2,4 miliardi di utenti del social network. Ed è in fase di finalizzazione il Telegram Open Network (TON) di Telegram, attraverso cui i 240 milioni utenti dell’app di messaggistica potranno scambiarsi valore. Su Libra e TON sarà possibile realizzare smart contract e dApp, abilitando l’utilizzo di token.

Tra le attività delle istituzioni pubbliche, si segnala European Blockchain Service Infrastructure (EBSI), un’infrastruttura portata avanti da 28 Paesi UE per supportare molte applicazioni nella notarizzazione, nella gestione dei titoli di studio, nella “Self Sovereign Identity” (creare e controllare la propria identità in modo più flessibile, autonomo ed interoperabile) e nella condivisione affidabile di dati. La possibilità di utilizzare un’infrastruttura a livello europeo con standard ben definiti potrà accelerare la diffusione di tecnologie Blockchain e Distributed Ledger, favorendo la nascita di ulteriori casi d’uso da poter implementare.

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