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Beintoo misura la campagna Timberland con la nuova BeAttribution

La piattaforma si basa su un approccio data-driven che permette di monitorare l’efficacia della comunicazione mobile in relazione alle visite al punto vendita, analizzare gli interessi dell’utente e il suo atteggiamento verso i concorrenti

di Cosimo Vestito
06 marzo 2017
beintoo-logo

Beintoo ha rilasciato oggi i primi risultati ottenuti grazie alla nuova piattaforma BeAttribution, in occasione della campagna drive-to-store realizzata per Timberland.

Analizzando un bacino di 7 milioni di possessori di smartphone italiani, BeAttribution ha permesso di misurare il successo dell’operazione sul piano qualitativo e quantitativo, monitorando le visite e gli interessi degli utenti esposti alla campagna. La società di dati mobile ha gestito la campagna in tutte le sue fasi, dalla definizione delle audience, suggerendo il formato più performante, fino alla distribuzione e al monitoraggio dei risultati.

Il drive-to-store della campagna di Timberland

Il primo stadio è stato l’individuazione dei gruppi in obiettivo attraverso la propria piattaforma, la tecnologia che profila gli utenti grazie ai dati geo-comportamentali restituiti dai loro smartphone, attraverso l’analisi dei luoghi che frequentano (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro.

Sulla base della creatività selezionata per la campagna mobile, Beintoo ha scelto di utilizzare un formato drive-to-store con una call-to-action che invitava gli utenti a recarsi al negozio più vicino per scoprire la nuova collezione. L’obiettivo è aumentare le visite nei punti vendita Timberland di tutta Italia.

Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati nei pressi di un punto vendita, registrando un aumento considerevole del traffico, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dalla pubblicità.

I dati analizzati hanno permesso inoltre di monitorare l’andamento delle visite nell’arco della campagna, il tempo di visita medio speso dagli utenti nel negozio, il confronto tra i punti vendita delle diverse regioni che hanno performato meglio in termini di presenze, l’analisi dell’efficacia della campagna in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione, l’interesse verso marchi concorrenti e altro ancora.

I comenti di Beintoo e Timberland

«L’analisi realizzata con BeAttribution ci ha permesso di capire molti aspetti interessanti del nostro pubblico, dei nostri punti vendita e delle strategie che intendiamo implementare per trasformare ogni punto di contatto in opportunità di conversione: fino ad ora, ad esempio, non era stato possibile analizzare il ROI di una campagna a livello locale o su fascia oraria e su tempi di risposta. I dati a nostra disposizione oggi invece ci dicono chiaramente quando, come e dove dobbiamo puntare per crescere ed evitare allo stesso tempo dispersioni di budget, grazie a un livello di profilazione non disponibile prima”, ha commentato Camilla Bruzzone, Marketing Manager di Timberland.

«Essere in grado di monitorare e analizzare dati aggiornati costantemente sugli interessi degli utenti – aspetto che si può garantire solo utilizzando una piattaforma proprietaria – ci permette di offrire ai clienti uno strumento imprescindibile per decidere, ad esempio, se realizzare promozioni nelle fasce orarie meno trafficate per incentivare il traffico in store oppure se riorganizzare la struttura del punto vendita per aumentare la permanenza media in negozio», ha aggiunto Marilena Pellegrini, VP Sales Italy di Beintoo.

«Analizzando i comportamenti degli utenti che si sono recati negli store Timberland si rileva ad esempio un maggiore interesse per il cinema e l’automotive, rispetto al gruppo di controllo. Il rapporto svela infine che alla quasi totalità piace visitare musei e altri luoghi culturali e, nella top 10 dei marchi di interesse, include 3 marchi del mondo della moda, tra i quali anche un concorrente», ha aggiunto Maria De Matteo, Senior Sales Manager della società ad-tech e responsabile della campagna per il cliente, «Queste informazioni si rivelano molto utili alle aziende, non solo per future pianificazioni sui segmenti BeAudience, ma anche per valutare possibili azioni di co-marketing con i marchi che interessano ai frequentatori degli store Timberland».

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