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Pubblicità digitale e user experience, quanti annunci superano i test qualitativi?

Lo rivela un’analisi di 605.000 creatività e 11 milioni di impression, da cui emerge che molte linee guida dell’Interactive Advertising Bureau non sono rispettate. Dimensioni, caricamento e invasività le questioni principali

di Cosimo Vestito
23 febbraio 2017
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I “bad ads” continuano ad insidiare gli utenti e gli editori digitali.

Secondo una ricerca condotta Ad Lightining, società tecnologica specializzata nella rilevazione di pubblicità online inadeguata e con standard insoddisfacenti, il 28% degli annunci non ha superato almeno uno su cinque esami riguardanti questioni qualitative che possono pregiudicare l’esperienza utente.

Il dato è stato calcolato da un’analisi 605.000 creatività su 60 siti web per 11 milioni di impressioni, in un periodo che va da ottobre 2016 a gennaio di quest’anno. Le inserzioni boccate sono state reputate insoddisfacenti per le seguenti ragioni: hanno superato le dimensioni in memoria raccomandate da IAB, hanno eseguito troppe richieste al network, utilizzato troppe potenza per l’elaborazione, non erano sicure o impiegavano formati intrusivi, come video in-banner.

“Gli standard IAB sono ignorati abbondantemente”, ha dichiarato il fondatore di Ad Lightining, Scott Moore, un ex-editore che ha fondato la compagnia lo scorso anno, “Questi annunci rallentano i siti delle testate e causano insoddisfazione negli utenti”.

Le pubblicità in campione hanno totalizzato una media di 1,1 megabyte di dimensione, IAB invece consiglia non oltrepassare i 300 kilobyte. Il 10% degli annunci ha superato 5 megabyte, un volume che bloccherebbe qualsiasi browser mobile.

La ricerca ha anche evidenziato che le inserzioni in esame hanno eseguito una media di 56 richieste al network e script di tracciamento, quantitativo di gran lunga superiore alle 15 auspicate dalle linee guida IAB.

Infine, secondo Ad Lightning molti annunci si sono rilevati anche lenti e intrusivi. Un terzo del campione ha non ha seguito le raccomandazioni sui tempi di caricamento di 300 millisecondi, mentre il 19% della pubblicità video in-banner ha fatto uso della riproduzione automatica.

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