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Il 66% delle aziende conta quest’anno di aumentare gli investimenti in Programmatic

Lo rivela una ricerca. In crescita l’uso del data driven per le campagne social, mentre è sempre più rilevante per i brand il tema di una corretta attribuzione

di Alessandra La Rosa
08 marzo 2017
Programmatic-spesa

L’80% delle aziende è “in confidenza” o “estremamente in confidenza” con il programmatic advertising, e il 66% afferma che gli acquisti automatizzati portano un ROI più elevato rispetto a quelli tradizionali. Circa due terzi hanno ampliato le campagne in programmatic anche ai dispositivi mobili nel 2016, e il 68% conta di aumentare i propri investimenti in retargeting quest’anno.

Sono i risultati di uno studio di AdRoll, condotto su 1300 aziende in Europa e Nord America che usano la piattaforma di prospecting e retargeting.

Il report ha evidenziato anche come circa due terzi delle aziende coinvolte ha intenzione di aumentare la propria spesa in programmatic quest’anno e, se nel 2013 solo il 7% dei brand riservava oltre la metà della propria spesa alla pubblicità data driven, nel 2016 la quota ha superato il 50%; d’altro canto la percentuale di chi investe meno del 10% dei propri budget sul programmatic è scesa dal 40% all’8% nello stesso intervallo di tempo.

In crescita anche l’utilizzo del programmatic sui social media: AdRoll rileva che nel 2016 oltre il 75% delle aziende ha deciso di condurre campagne data driven sulle piattaforme social, e chi ha esteso le campagne dal solo web ai social ha visto un aumento medio del click-through rate di oltre il 66% e una crescita complessiva delle impression del 43%. Il 77% delle aziende intervistate ha condotto campagne in programmatic sui social media nel 2016, contro il 53% su mobile e il 37% sul video.

Per il 32% delle aziende il Programmatic è stato il canale più di successo per attrarre nuovi consumatori, al terzo posto dopo i social paid (54%) e i social owned (35%).

Tra i principali temi sollevati dalle aziende nella ricerca, quello di una corretta attribuzione, considerato “importante” o “importante in maniera critica” da circa il 75% dei brand coinvolti. Se la maggior parte degli intervistati ha ammesso di fare riferimento ai modelli di attribuzione first-click o last-click, quasi il 60% ha affermato di avere in piano per quest’anno un cambiamento di approccio rispetto a questi metodi.

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