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L’audio digitale è un ambiente sicuro per gli inserzionisti

Lo dice l’ultimo rapporto dell’Interactive Advertising Bureau dedicato al comparto. Attesa per l’anno prossimo una crescita tripla dei marketer che acquisteranno spazi in questo formato

di Cosimo Vestito
24 agosto 2018
programmatic-audio

Un nuovo rapporto pubblicato dall’Interactive Advertising Bureau rivela che l’audio digitale costituisce un ambiente pubblicitario sicuro per i marchi.

La ricerca, il cui oggetto sono stati nello specifico formati come podcast e musica in streaming, afferma che l’audio digitale ha molto da offrire ai marketer in cerca di un maggiore livello di controllo sui loro messaggi.

È emerso inoltre che gli ascoltatori di audio digitale tendono ad essere particolarmente interessati al contenuto, con una fruizione che avviene principalmente durante gli spostamenti su mezzi di trasporto o in palestra. Il consumo avviene spesso attraverso applicazioni, dove gli annunci non sono saltati.

Secondo il rapporto, molti formati e operatori del comparto sono in grado di fornire un ambiente dove marchi e agenzia siano certi della qualità e della sicurezza dei contenuti associati ai loro annunci.

“Un importate elemento per gli inserzionisti, nell’ambito della brand safety, è assicurarsi che la pubblicità non sarà ascoltata in un contesto che possa danneggiare la reputazione del marchio”, ha scritto in un articolo a corredo della ricerca Jennifer Lane, Audio Industry Lead di IAB.

Nel caso dei servizi di streaming musicale, come Pandora e la versione gratuita di Spotify, gli annunci possono essere inseriti in maniera dinamica, permettendo agli inserzionisti di scegliere canali, playlist, generi o artisti che siano appropriati per i loro marchi. IAB stima che la percentuale di marketer che acquisterà annunci su radio e audio digitale crescerà di quasi tre volte nel prossimo anno.

Per quanto riguarda i podcast e i programmi di genere talk, l’opportunità maggiore è l’integrazione dell’annuncio. La pubblicità è integrata nella trasmissione e alle volte letta dagli stessi presentatori o dalle personalità partecipanti. Questi annunci non vengono quasi mai saltati in quanto sfruttano il vantaggio della relazione unica tra ascoltatore e il programma.

“Ciò crea un’esperienza di ascolto forte in termini di udibilità e permette all’inserzionisti di lavorare più da vicino con un editore, il produttore di un programma o anche il presentatore per garantire la giusta sicurezza per il marchio”, conclude il rapporto di IAB.

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