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Apple si apre al programmatic advertising sul mobile

Il servizio di adv mobile iAd offrirà per la prima volta pubblicità automatizzata, adottando tecniche diventate popolari presso i competitor di Cupertino. L’obiettivo è attrarre inserzionisti e monetizzare quella che, per Tim Cook, è ancora una «parte molto piccola» del business della Mela Morsicata

di Alessandra La Rosa
19 novembre 2014
iAd-logo-apple-mobile-advertising

La unit di pubblicità mobile di Apple iAd si starebbe aprendo per la prima volta al programmatic advertising attraverso una partnership con Rubicon Project. Un segnale che testimonia l’intenzione della Mela Morsicata di dare una scossa al proprio esiguo business pubblicitario sul mobile, quattro anni dopo il lancio della unit, e di porsi come un reale competitor per Google e Facebook.

Secondo quanto rivela Business Insider, riprendendo un comunicato pubblicato da Rubicon Project e poi misteriosamente fatto sparire, la società sarebbe stata incaricata per abilitare la tecnologia necessaria al programmatic advertising sulla piattaforma iAd, forte di oltre 250 mila sviluppatori. La piattaforma automatizzata costituirà un open marketplace per l’acquisto e la vendita delle inventory di iAd, rendendo semplice per gli inserzionisti acquistare audience tramite il suo global exchange.

Fino ad ora, gli acquisti su iAd sono stati condotti direttamente attraverso il team di vendite interno di Apple. Ma il programmatic buying consentirebbe agli inserzionisti di competere per gli spazi pubblicitari attraverso aste in Rtb, procedimento che si è rivelato molto popolare su altri network di pubblicità online.

Una mossa, quella di Apple, che si inserisce pienamente nell’ottica di un potenziamento di iAd: dal suo lancio nel 2010, il servizio è stato gradualmente arricchito, aggiungendo feature, ampliando la disponibilità, e abbassando i prezzi per gli inserzionisti. Allo stesso modo, Cupertino starebbe tentando di collegare iAd ad altri servizi su iPhone, dando la possibilità per esempio alle aziende di includere i tasti “Add to Passbook” per i coupon.

L’obiettivo finale, dunque, sarebbe quello di attrarre inserzionisti sul servizio, con l’obiettivo di monetizzare meglio quella che, secondo quanto recentemente rivelato dal ceo di Apple Tim Cook, è ancora una «parte molto piccola» del business della Mela Morsicata, sulla scia di quanto fatto (con successo) da altre realtà, Facebook in primis.

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