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Pubblicità video, Lundari: «Avanti con l’automatizzazione. Aol al lavoro sulla DMP»

Intervistata in occasione dello Iab Seminar, la Managing director per l’Italia ha descritto l’azienda come una protagonista nel Programmatic video. In corso trattative con operatori telefonici per la Data Management Platform

di Cosimo Vestito
18 ottobre 2016
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Consapevole delle tendenze in atto nell’industria digitale, Aol conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni avanzate per la pubblicità video, dal punto di vista contenutistico, e quindi della creatività, ma anche dal punto di vista della sua distribuzione, in un mercato in cui il Programmatic continua ad imporsi come principale modalità di compravendita.

Lo ha confermato Christina Lundari, Managing Director di Aol per l’Italia, intervistata a margine del suo intervento allo Iab Seminar Video Advertising (leggi l’articolo dedicato), tenutosi oggi a Milano: «Sia per il display che per il mobile, il Video figura tra i formati più evoluti tecnologicamente all’interno della nostra azienda. Disponiamo, infatti, di una DSP e di una SSP video con tutti i dati necessari per effettuare una pianificazione mirata. Siamo consapevoli del fatto che il mercato si stia muovendo in questa direzione molto velocemente, adesso si stratta solo di automatizzare il processo di acquisto degli spazi. Senza dubbio, avendo tutte le tecnologie necessarie, ci configuriamo come uno degli attori principali del settore. La nostra ambizione è ottenere una sempre maggiore offerta video da parte degli editori».

DMP, il progetto di Aol prosegue

Nel corso del Dmexco, Lundari aveva rivelato che Aol è attualmente al lavoro su una data management platform, un progetto non ancora concluso ma in progresso continuo, anche grazie al costante dialogo dell’azienda con gli altri operatori del comparto: «All’interno della nostra piattaforma i dati sono già presenti e per, alcune pianificazioni, siamo in grado di impiegare quelli in possesso di Microsoft. Il nostro prodotto non è ancora stato perfezionato ma in questa fase stiamo interpellando proprio alcune società fornitrici di DMP. Inoltre, interloquiamo con altri soggetti in grado di procurarci dati deterministici, quindi non derivati ma certificati dagli utenti stessi. Negli Stati Uniti, Aol beneficia dei dati di Verizon; in Europa ciò non è ancora realizzabile; tuttavia, intendiamo replicare questo stesso modello e, a tal fine, stiamo portando avanti trattative con alcuni operatori telefonici», ha concluso Lundari.

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