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AOL punta sull'Italia: video, mobile e programmatic per scalare il mercato

A presentare l’offerta della media technology company è stata Christina Lundari, Managing Director di AOL per l’Italia, a cui spetta il compito di gestire un ampio progetto di crescita e di integrazione tra Microsoft, AOL e Millennial Media

di Teresa Nappi
01 dicembre 2015
Christina Lundari_aol

AOL ha presentato ufficialmente i propri piani di espansione in Italia. All’interno della manifestazione IAB Forum, il colosso statunitese è stato infatti protagonista di una conferenza dedicata in cui ha delineato i tratti di quelle che saranno le prossime mosse di AOL nel nostro Paese. «Un passo che fa seguito all’accordo strategico decennale stretto da AOL e Microsoft in nove paesi, tra cui l’Italia», spiega Christina Lundari, nominata in seguito a questa partnership, Managing Director di AOL per l’Italia, ruolo nel quale avrà il compito di gestire un ampio progetto di crescita per armonizzare e integrare le potenzialità dell’advertising sulle property online di Microsoft, AOL e Millennial Media, piattaforma programmatica open market in grado di gestire un sistema di monetizzazione da mobile per oltre 65.000 applicazioni.

Con un impegno a innovare costantemente l’offerta del mercato pubblicitario, l’accordo offre nuove opportunità di vendita attraverso una partenership strategica tra la squadra che già gestisce le property online di Microsoft – tra cui Windows, Skype, Outlook.com, Xbox LIVE, MSN – e il team di Be On, la piattaforma di branded video syndication di AOL, in Italia da tre anni.

Aol-Italia-Numeri

In particolare, l’accordo tra Microsoft e AOL crea:

  • uno tra i più ampi pubblici globali accessibile via desktop, mobile e video con oltre 512 milioni di visitatori unici al mese (fonte: comScore Multi-Platform Worldwide Audience Custom Entity Report, Sep’15), e un’audience che comprende gli oltre 16 milioni di utenti mensili online di Microsoft, uno dei network italiani più attivi (Fonte: Audiweb View, Settembre 2015), attraverso una piattaforma che garantisce alti tassi di viewability, e brand safety;
  • la più grande Premium inventory con oltre 500 miliardi di impression mensili a livello mondiale e più di un miliardo e mezzo al mese in Italia (fonte: Dati Interni), permettendo così agli inserzionisti di raggiungere, oltre ai noti siti di Microsoft, anche gli utenti italiani che visitano le property di AOL come Huffington Post, Engadget o TechCrunch;
  • un’esperienza di buying chiara e semplice che integra i prodotti Microsoft con la proposta commerciale di AOL già consolidata sul mercato italiano da oltre tre anni;
  • la possibilità di acquisto in modalità programmatica anche per mobile, video e display con l’arrivo della piattaforma ONE by AOL che integra una SSP e una DSP (che integra a sua volta una DMP) proprietarie.

Presente alla conferenza anche Lewis Sherlock, Head of Enterprise Strategy, Interational AOL, protagonista anche di un momento della conferenza plenaria di IAB Forum. «Abbiamo trascorso gli ultimi mesi concentrati sui processi di trasformazione: la nostra azienda è stata acquisita da Verizon e in seguito abbiamo integrato importanti realtà nella nostra organizzazione, come il business advertising di Microsoft e Millennial Media. Sicuramente il 2015 sarà ricordato come una pietra miliare del nostro percorso per diventare la media company tecnologica di maggior successo».

Un percorso caratterizzato da importanti partnership e integrazioni, che nel tempo hanno determinato una realtà guidata da due principi fondamentali, Culture e Code: «La nostra forza sta nell’essere un partner completo, che produce contenuti, li distribuisce e misura l’efficacia di ogni azione», aggiunge Lundari. «Offriamo un nuovo approccio ai nostri clienti attraverso soluzioni di marketing e comunicazione di alta qualità insieme all’acquisto in modalità programmatica, semplificando il modo in cui gli inserzionisti pianificano e traendo il massimo dalle nuove tecnologie per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei consumatori. Da oggi, inoltre, grazie all’arrivo di alcuni layer della piattaforma ONE by AOL estendiamo la nostra offerta anche ai publisher che potranno decidere di sfruttarla per raggiungere nuovi pubblici con la loro inventory monetizzandola in modo più efficiente».

Aol-Storia-Tappe-Partnership-Acquisizioni

Le primissime tappe dello sbarco della company in Italia prenderanno forma nel 2016: «Cominceremo il nostro percorso puntando sulla forza della nostra offerta video e delle nostre soluzioni per il mobile, settore quest’ultimo in cui, grazie a Millennial Media, possiamo vantare già un bacino di 20 milioni di utenti in Italia. La nuova AOL ci consente di rispondere ancora meglio alla domanda di inventory video e mobile di alta qualità da parte dei nostri clienti. Questo grazie agli asset tecnologici di AOL, come la piattaforma ONE by AOL, e alle partnership che stiamo chiudendo con i principali editori italiani ai quali offriamo la possibilità di monetizzare al meglio le proprie audience».

AOL-Mercato-Italiano

Nelle fasi conclusive dell’incontro stampa, Lundari specifica che almeno fino a giugno 2016 resterà vivo l’accordo con AppNexus per la compravendita dell’inventory del network: «Poi gradualmente renderemo attiva a tutti gli effetti la nostra piattaforma e la nostra tecnologia proprietaria».

A margine della presentazione alla stampa, Christina Lundari ha rilasciato a Programmatic Italia e a Engage alcune dichiarazioni. Ecco il video che le riassume.

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