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Amazon, continua la messa a punto dell’offerta pubblicitaria: ecco le ultime novità

La società starebbe testando una API sulla sua DSP Amazon Advertising Platform. Intanto cresce il team di supporto, anche in Italia

di Alessandra La Rosa
19 marzo 2018
amazon

Amazon continua a lavorare alla sua offerta pubblicitaria, con l’obiettivo di portarla presto a maturità.

Secondo quanto riporta la testata Digiday, il colosso dell’ecommerce avrebbe ultimamente dato il via a una serie di nuovi sviluppi inerenti la propria offerta di servizi agli inserzionisti, non da ultimo la creazione di team ad hoc per specifici brand, una mossa tipica di piattaforme pubblicitarie più avanzate.

Amazon, ad esempio, avrebbe recentemente avviato una serie di test di attribuzione, ossia delle verifiche per capire in che modo gli annunci pubblicitari si convertono in azioni sul suo sito, con la volontà di provare che, a differenza delle altre due big di internet Google e Facebook, essa è in grado di fornire un approccio “total wallet” che va dalla campagna pubblicitaria alla vendita del prodotto.

Il sito ecommerce starebbe anche testando insieme a un piccolo gruppo di agenzie una API su Amazon Advertising Platform, la sua DSP nonché l’unico strumento con cui i brand possono raggungere i segmenti di audience di Amazon al di fuori delle sue property. L’apertura di una API consentirebbe alle aziende di gestire ancora più autonomamente le loro campagne in programmatic.

Una mossa, quest’ultima, che sembrerebbe confermare una certa tendenza di Amazon a rendere la propria offerta pubblicitaria quanto più possibile gestibile in modalità self-service, offrendo agli inserzionisti degli strumenti da utilizzare in autonomia. Attualmente, peraltro, una grossa fetta del business pubblicitario dell’ecommerce è già proveniente da strumenti di questo tipo: oltre agli attuali servizi di Amazon Advertising Platform, anche Amazon Marketing Services, l’offerta di Amazon per la pubblicità search, è composta proprio da una suite di soluzioni self-service per pubblicità pay-per-click a performance sul sito.

A fronte di questo ampliamento degli strumenti self-service, Amazon avrebbe anche recentemente lavorato a un rafforzamento del proprio team di supporto. Il cosiddetto “agency development group” dell’ecommerce, preposto a fornire informazioni e training sull’offerta dell’ecommerce e a supportare l’adozione dei servizi self-service della società, conterebbe adesso “centinaia” di professionisti, per lo più basati a New York ma con presenze anche in Canada, Giappone e vari mercati europei, Italia inclusa.

Vari indizi ci portano dunque a pensare che Amazon stia prendendo davvero sul serio lo sviluppo della propria offerta adv. Un’offerta che potrebbe portare nelle tasche della società, secondo stime di JPMorgan, 4,5 miliardi di dollari quest’anno e 6,6 miliardi nel 2019.

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