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Gli advertiser preferiscono il programmatic garantito

Secondo la ricerca di Videology EMEA Video Market At-A-Glance, relativa al terzo trimestre 2015, gli advertiser stanno sfruttando il video digitale e lo acquistano seguendo il medesimo modello della pubblicità in tv

di Caterina Varpi
09 dicembre 2015
Jana-Eisenstein-Videology

9 advertiser su 10 continuano ad acquistare i propri media in modo programmatic garantito: è questo uno dei dati principali svelati dalla piattaforma di video advertising Videology grazie alla ricerca EMEA Video Market At-A-Glance, relativa al terzo trimestre 2015.

Considerata la continua convergenza tra acquisto televisivo e video, gli advertiser stanno sfruttando il video digitale e lo acquistano seguendo il medesimo modello garantito dell’advertising in tv.

Il 56% di tutte le campagne media è stato realizzato mediante acquisti anticipati e garantiti oppure su volumi aperti a prezzo fisso, dato che gli advertiser hanno cercato di bloccare l’inventory premium in un periodo di elevata domanda, per assicurare una qualità generale dei media.

Videology ha inoltre riscontrato come l’86% delle impression delle campagne sia stato servito mediante Video Ad Serving Templates (VAST) mentre la modalità VPAID è arrivata al 14%, crescendo dal 9% di Q2. Questo dato evidenzia un’evoluzione nel settore, dato che gli advertiser guardano alla viewability come a uno dei principali KPI relativi ai loro investimenti media. La misurazione di quest’ultima richiede un’integrazione della VPAID con i supply partner, da qui deriva l’importanza della VPAID. In EMEA, il tasso globale di viewability è pari al 56%.

L’analisi ha anche evidenziato come il 63% di tutte le campagne EMEA sia stato servito su più di un dispositivo nel terzo trimestre 2015.

«Il fatto che sempre più advertiser stiano optando per campagne multi-screen non deve sorprendere. Piuttosto che pensare in termini di pianificazione dei dispositivi, gli advertiser si stanno focalizzando sul consumatore, utilizzando i dati per raggiungere il pubblico ovunque vi sia una fruizione di contenuti. Si tratta di trovare il giusto mix di schermi per offrire i migliori risultati a un determinato brand. Il settore, di conseguenza, sta rispondendo e implementando campagne multi-screen», dichiara Jana Eisenstein, da poco nominata EMEA managing director di Videology (leggi l’articolo dedicato).

La ricerca ha evidenziato altri dati. In primo luogo, il 27% di tutte le adv ha avuto per oggetto la categoria dei beni di largo consumo, con un incremento del 3% rispetto al secondo trimestre 2015. Inoltre, la maggior parte delle impression in Q3 (58%) è stata servita su siti di intrattenimento. Infine, il 76% degli advertiser in Europa ha scelto di servire le proprie campagne su player di medie e grandi dimensioni.

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